CLES - Non si arresta l’emorragia di personale all’ospedale delle Valli del Noce di Cles. Il tempo di tamponare una ferita e se ne apre subito un’altra. Dopo il rientro di tre delle quattro dimissioni annunciate nei mesi scorsi dagli specialisti del reparto di Ortopedia, nuovi interrogativi emergono sulla tenuta degli organici del presidio sanitario noneso.

Secondo un question time depositato in Consiglio provinciale da Paola Demagri (Casa Autonomia), da lunedì 2 novembre potrebbero lasciare il servizio due chirurghi e sarebbe in dubbio anche l’arrivo del nuovo ortopedico, comunicato dopo la vicenda delle dimissioni in blocco dal reparto. Un quadro che, se confermato, aggraverebbe le difficoltà di un nosocomio già provato dalle recenti tensioni dovute alla fuoriuscita di personale: tra gli addii dell’ultimo periodo, quelli dei primari di Chirurgia, di Anestesia e Rianimazione oltre che di Ortopedia.

Di fronte a queste prospettive, Demagri sollecita risposte dall’assessore provinciale alla salute Mario Tonina, in questi giorni impegnato a fronteggiare le polemiche legate ai compensi dei medici per l’attività intramoenia. «Le notizie che arrivano da Cles non possono lasciarmi indifferente - commenta Demagri -. Da consigliera provinciale ho il dovere di basarmi su fatti reali e circostanziati: per questo ho depositato il question time».

In attesa delle risposte ufficiali, la consigliera contesta quella che definisce una narrazione troppo ottimistica sulla situazione dell’ospedale, sottolineando come, al di là dei recenti rientri, permangano i problemi organizzativi. «I disagi profondi rimangono irrisolti e il personale continua ad andarsene», evidenzia.

Critica, secondo Demagri, sarebbe la prospettiva di un nuovo ridimensionamento del reparto di Chirurgia. «Se verrà confermata l’uscita di altri due chirurghi, ci troveremo di fronte a un paradosso: un nuovo e giusto bando per il primario che rischia di guidare un reparto svuotato - aggiunge, preoccupata anche per il possibile “congelamento” dell’ingresso del nuovo ortopedico -. L’Azienda sanitaria, a livello centrale e locale, sembra rincorrere i problemi anziché prevenirli, intervenendo solo a dimissioni già firmate, senza cogliere il clima di forte sofferenza».

Da qui anche le critiche alla politica provinciale e locale, troppo spesso incline, dice, a «passerelle e rassicurazioni di facciata». «Quando i medici scelgono di andarsene senza nemmeno cercare un confronto con gli amministratori locali - insiste - il messaggio è chiaro: manca la fiducia. E la fiducia nelle istituzioni non si costruisce con le foto di rito, ma attraverso un ascolto autentico e costante».

Per la consigliera, medici, infermieri e operatori sanitari chiedono soprattutto di poter lavorare in condizioni adeguate, con dignità, rispetto e motivazione. Ignorare queste esigenze, sostiene, rischia di compromettere progressivamente il ruolo di un presidio fondamentale per le comunità delle Valli del Noce.

Da qui la richiesta alla Giunta provinciale e ai vertici sanitari di adottare scelte coraggiose, affrontando con determinazione le criticità emerse e assumendosi la responsabilità politica di «ammettere quando una gestione ha fallito».

«Auspico sinceramente che le risposte dell’assessore Tonina in aula smentiscano questi scenari di ridimensionamento. L’Ospedale di Cles e i cittadini delle Valli del Noce meritano fatti, non parole. Al presidente della Provincia va chiesto un vero cambio di passo politico: la sanità va tutelata nei fatti, e non solo a parole o con incontri organizzati quando i buoi sono ormai scappati». Insomma, per l’Ospedale di Cles sembra non esserci pace.