CLES. Un nome curioso - "DietBot" - per un prototipo da premio capace di unire intelligenza artificiale e zootecnia. Si è conclusa con un bilancio estremamente positivo la partecipazione del Liceo Russell alla "RomeCup 2026". L'istituto di Cles ha ottenuto infatti il primo posto nella categoria "AgroBot", confermando la qualità del lavoro svolto all'interno del proprio laboratorio Steam (approccio educativo che integra scienze, tecnologia, ingegneria, arte e matematica).

È il secondo riconoscimento in questa categoria, dopo quello conseguito nel 2024 con un prototipo dedicato alla raccolta delle mele. Il progetto presentato quest'anno, denominato "DietBot", nasce dalla volontà di supportare il settore zootecnico, colonna portante dell'economia locale. Si tratta di una mangiatoia automatizzata che, tramite un sensore Rfid, identifica il singolo capo di bestiame.

Un algoritmo di intelligenza artificiale, istruito dagli studenti, analizza i dati e aziona i motori per erogare una razione alimentare personalizzata in tempo reale. Per lo sviluppo del software, i ragazzi hanno fatto tesoro delle competenze acquisite lo scorso anno in un corso con l'Università di Trento (Facoltà di Informatica) e della collaborazione avviata quest'anno con l'Università Campus Bio-Medico di Roma.

Fondamentale è stato anche il confronto con un medico veterinario, che ha fornito le basi scientifiche necessarie per definire le diete bovine. Il risultato è il frutto di un impegno extrascolastico che ha coinvolto circa quindici studenti (dieci dei quali presenti a Roma). Il gruppo si è distinto per la sua eterogeneità: ragazzi dai 14 ai 19 anni provenienti da tutti gli indirizzi, dallo Scientifico alle Scienze Umane, si sono ritrovati ogni venerdì pomeriggio per progettare e costruire.

Sotto la supervisione dei professori Santini, Andaloro, Conde, De Paris e Poli, e con il supporto dei tecnici di laboratorio, hanno gestito l'intero ciclo produttivo, dalla modellazione alla stampa 3D delle componenti.Il laboratorio Steam del Russell si conferma dunque uno spazio dove la didattica si fa orizzontale. «Non ci sono voti - spiegano i docenti coinvolti - ma solo obiettivi comuni da raggiungere in libertà».

A testimonianza di questa vivacità progettuale, il liceo clesiano ha presentato a Roma anche un secondo prototipo nella categoria "MareBot": una piccola imbarcazione autonoma, progettata per il monitoraggio dei parametri ambientali nei corsi d'acqua locali.

A seguire i ragazzi durante la trasferta romana sono state la dirigente scolastica Roberta Gambaro e la vicaria Antonella Sonna: «Il premio ricevuto - commentano - non è solo un traguardo tecnico, ma la conferma di come una scuola di montagna possa integrare con successo l'innovazione tecnologica d'avanguardia con le radici e le necessità del proprio contesto rurale».