CAMPODENNO. È una situazione delicata, e sicuramente costellata di difficoltà, quella che stanno vivendo i cittadini di Campodenno a causa della carenza di medici di medicina generale, comunemente chiamati medici di base, in Trentino, dove complessivamente mancherebbero all'appello una quarantina di professionisti.

Da circa due anni, da quando cioè il medico titolare di uno dei due posti a Campodenno si è trasferito fuori regione, nel Comune della Bassa Val di Non si è iniziato ad assistere a un continuo turnover di giovani laureati in medicina i quali però, chi per iniziare il percorso di specializzazione, chi per intraprendere una nuova esperienza professionale, dopo qualche tempo abbandonavano l'ambulatorio noneso lasciando il posto scoperto.

Nonostante gli sforzi dell'Azienda Sanitaria e il dialogo continuo con l'amministrazione comunale, infatti, i bandi di volta in volta pubblicati per coprire l'ambito carente, quindi per l'assegnazione definitiva del posto, sono sempre andati deserti. Anche all'ultimo, uscito in primavera, non si sono presentati candidati. E così i circa mille pazienti sono stati costretti a cambiare medico di riferimento ogni 2 o 3 mesi.

«Sono evidenti le difficoltà che questi continui cambiamenti comportano - commenta il sindaco di Campodenno Daniele Biada - I medici di medicina generale si chiamano anche medici di famiglia proprio perché dovrebbero conoscere a fondo il paziente e la sua storia, anche familiare. Dover ogni volta raccontare e ricostruire il proprio vissuto, il proprio storico in merito a patologie e situazioni pregresse, crea dei disagi non indifferenti».

Un quadro che si è aggravato ulteriormente da un mese a questa parte. Da quando, cioè, oltre a quelle riguardanti i medici di base, si sono riscontrate criticità anche nel reperire giovani laureati. «Per fortuna alcuni medici di base della bassa Val di Non hanno dato la loro disponibilità a supplire a questa ulteriore mancanza, prendendosi in carico i pazienti e continuando a garantire un servizio fondamentale alla comunità - aggiunge Biada -. Per questo vorrei rivolgere loro un ringraziamento. Medici che, nonostante abbiano già fatto molto più del dovuto durante la pandemia, hanno deciso di venire incontro alle esigenze di Campodenno, offrendo una soluzione al problema in questa fase transitoria».

Certamente un utile escamotage per tamponare la situazione, ma che non può rappresentare una soluzione a lungo termine. In questo senso, per fortuna, arriva una piccola rassicurazione. «Il 10 novembre entrerà in servizio un nuovo medico neolaureato - rivela il primo cittadino -. Resterà in carica fino all'assegnazione del posto fisso, se qualcuno presenterà la propria candidatura al bando che uscirà entro fine anno. Altrimenti proseguirà nel suo incarico anche nei primi mesi dell'anno prossimo. Come amministrazione comunale abbiamo fatto e stiamo facendo tutto il possibile, rimanendo sempre in contatto con i vertici dell'Azienda Sanitaria, per sopperire al disservizio che si è creato».

A breve, tra l'altro, gli ambulatori medici, così come il punto farmaceutico, saranno trasferiti nell'innovativa struttura da poco realizzata nella nuova piazza. Uno di questi rischia davvero di rimanere vuoto. Il che renderebbe la vicenda ancora più assurda.