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CASTELFONDO. C'è malumore in alta valle per le tariffe stabilite dal Comune di Borgo d'Anaunia per la raccolta dei funghi. A pagare sono i non residenti in Trentino e il costo del permesso è pressoché raddoppiato.
Il malumore nasce anche dal confronto con il confinante Comune di Novella, dove le tariffe sono rimaste invariate. Per un permesso trimestrale nell'area di Novella si spendono 120 euro, mentre a Borgo d'Anaunia gli importi sono molto più elevati e differiscono anche tra gli ex Comuni che compongono il territorio.
Il costo più alto si registra a Castelfondo, dove il permesso trimestrale arriva a 250 euro. Negli ex territori di Fondo e Malosco la tariffa scende a 180 euro. La decisione è stata assunta dall'amministrazione comunale il 3 marzo scorso con l'obiettivo, a quanto pare, di limitare chi raccoglie funghi per poi rivenderli. Gli aumenti riguardano anche i permessi giornalieri: 17 euro a Castelfondo, 12 euro a Fondo e Malosco.
Nei Comuni vicini, come Cavareno, Sarnonico, Amblar-Don, Dambel, Romeno, Ronzone, Ruffrè-Mendola, il permesso giornaliero costa invece 10 euro, mentre quello trimestrale 150 euro. Ancora più contenute le tariffe a Predaia, dove per una giornata bastano 5 euro e per un mese 40 euro, contro i 100 euro richiesti a Castelfondo.
«Non si comprendono le ragioni di una scelta simile», commenta un abituale frequentatore di Castelfondo. «Da anni trascorro qui le vacanze con la famiglia e non è giustificato un aumento così pesante per raccogliere qualche fungo. Se il problema sono i raccoglitori professionisti che poi li vendono, dovrebbero essere intensificati i controlli, non penalizzati i turisti».
Le critiche arrivano anche da chi affitta appartamenti nella zona. «Un ospite sostiene l'economia locale e non può essere spremuto con costi così elevati. Se l'obiettivo è contrastare chi raccoglie grandi quantità di funghi per rivenderli, servono controlli sul territorio. Così, invece, si rischia di allontanare quel poco turismo che ancora arriva a Castelfondo».


