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MALÉ. C'è anche il commendator Giovanni Bernardelli tra gli invitati dal Presidente della Repubblica alla cerimonia che si terrà al Palazzo del Quirinale a Roma in occasione della 1^ Giornata degli Internati Italiani che verrà celebrata il 20 settembre. La ricorrenza, istituita con una recente legge per commemorare i 700-800 mila militari italiani deportati nei lager nazisti dopo l'8 settembre 1943 i quali si rifiutarono di collaborare con la Wehrmacht, le SS, poi, dopo il risorto Stato fascista, con la Repubblica sociale italiana. Bernardelli sarà presente in qualità di responsabile dell'Associazione Nazionale Ex Internati della Valle di Sole, e rappresenterà l'intero Trentino in quanto unico invitato.
Dopo la quarantennale esperienza alla guida degli alpini, Giovanni Bernardelli in quanto figlio di un ex internato ha ritenuto importante mantenere vivo questo importante patrimonio di memoria storica e valori. Di qui la decisione, visto l'ormai esiguo numero di ex internati ancora in vita, di coinvolgere i loro famigliari invitandoli ad aderire all'associazione. Sono già numerosi infatti i figli o nipoti di ex internati che hanno risposto alla proposta della sezione dell'ANEI attiva a Malé dal 1957. Un folto gruppo degli ex internati della Valle di Sole è presente nella foto d'epoca (in alto) che si vuole divulgare affinché i parenti possano riconoscere i loro cari e contattare il responsabile ANEI.
Gli internati costituiscono quella parte cospicua dell'esercito italiano, che, disarmata dai tedeschi dopo l'abbandono da parte degli alti comandi negli eventi successivi alla proclamazione dell'armistizio con gli anglo-americani l'8 settembre 1943, venne deportata, per mezzo dei carri bestiame, anche con false promesse di ritorno a casa, nei Lager del Terzo Reich.
Considerati traditori, perché usciti dall'alleanza con i tedeschi, subirono il trattamento riservato agli appartenenti agli ultimi gradini della gerarchia razziale nazista, appena sopra a quello dei russi, che seguivano gli ebrei. La scelta del 20 settembre quale data della Prima Giornata nazionale del ricordo degli Internati Militari Italiani richiama il giorno in cui Hitler cambiò lo status dei prigionieri di guerra italiani, classificandoli come "internati militari".
Circa 810.000 finirono nei Lager e a tutti venne proposto di scegliere tra combattere a fianco dei tedeschi, lavorare per il Reich o restare prigionieri. Più di 700.000 scelsero la prigionia rifiutando la collaborazione e dopo il primo inverno, trascorso in condizioni di difficile sopravvivenza a causa del freddo, della fame e del trattamento inumano subito, ancora più di 600.000 resistettero fino alla liberazione, al termine della guerra. La giornata serve a ricordare la scelta di libertà di questi soldati, la loro resistenza alla dittatura e le persecuzioni subite, con un tributo ai circa 50.000 che morirono nei campi di concentramento.


