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CLES. Hanno agito in fretta e furia, tanto che il mazzuolo da cantiere usato per mandare in frantumi la vetrina lo hanno abbandonato in strada. Pochi istanti, che sono tuttavia bastati a una banda di malviventi per arraffare dagli espositori affacciati su via Roma a Cles preziosi per circa 10.000 euro.
È un duro colpo quello subito dalla boutique di Chiara Zanoni nella notte tra sabato e domenica, anche perché arrivato poco meno di un anno dopo un altro grave episodio: una dipendente dell'orafa nonesa era stata rapinata sempre in via Roma. Ora il nuovo furto ha comprensibilmente amareggiato l'esercente.
Chiara Zanoni nel centro clesiano sta portando avanti la tradizione di famiglia avviata a Cloz a fine Ottocento dal trisavolo Attilio, prima che il bisnonno Tullio si spostasse a Fondo dove l'attività è stata portata avanti dal padre di Chiara, Giuliano, ideatore fra l'altro dell'incredibile orologio ad acqua che rende unica la piazza principale del centro dell'alta Anaunia.
«L'allarme è scattato verso l'una e un quarto, nella notte fra sabato e domenica - racconta Chiara Zanoni - e dopo la notifica sullo smartphone ho subito allertato i carabinieri, mentre partivo a perdifiato da Fondo per raggiungere il negozio a Cles. I militari dell'Arma sono stati rapidissimi, purtroppo quando sono arrivati dei ladri non c'era già più nessuna traccia. Evidentemente sono stati molto veloci, sapevano di avere poco tempo e hanno preso quel che potevano. Purtroppo, un bel po' di oggetti esposti».
Ora le indagini da parte degli uomini del comando di via Salvo d'Acquisto coordinati dal comandante della compagnia di Cles, Federico Fontana, proseguono, nella speranza che le immagini delle telecamere presenti in zona possano essere utili per risalire all'identità dei malviventi.
«Non ci voleva davvero, soprattutto dopo quanto avevamo già dovuto subire un anno fa - prosegue Zanoni - quando una mia dipendente era stata aggredita da un uomo all'interno del negozio. Si era presentato con una pistola risultata poi un'arma giocattolo, ma la paura era stata tanta e l'episodio delle scorse ore non può che farci rituffare nell'insicurezza e nella paura, visto anche quanto accaduto nei mesi scorsi anche ad altri colleghi in Trentino. Sono dodici anni che abbiamo il negozio a Cles e fino all'anno scorso non era mai accaduto nulla. Ora dopo questi due episodi davvero spiacevoli è inevitabile non poter più lavorare con la stessa serenità».


