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Piano strategico bocciato:

il Tar ferma tutto, addio

ponte tibetano e ciclabili alla diga

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 Il ricorso presentato dai comuni di Romeno, Cavareno, Ronzone e Ruffrè-Mendola contro il Piano strategico della Val di Non è stato parzialmente accolto dal Tar, che ha annullato la delibera del consiglio della Comunità di valle del 12 settembre 2018 e le conseguenti decisioni del Comitato esecutivo della Comunità.
Piano che riguarda i percorsi ciclabili Cles-Mostizzolo e Plaze-Alta Val di Non, il collegamento pedociclabile Castel-Fondo (il famoso ponte tibetano), l'acquaticità per famiglie, la valorizzazione del lago di S. Giustina (sia per la passerella sopra la diga, sia per località Plaze), le ippovie, la promozione culturale, lo sviluppo della mobilità sostenibile, l'efficienza energetica.


A nulla pertanto è valso il coinvolgimento di fronte al Tar dei comuni di Amblar-Don, Bresimo, Brez, Cagnò, Campodenno, Cis, Cles, Cloz, Contà, Dambel, Denno, Fondo, Livo, Malosco, Predaia, Revò, Romallo, Rumo, Sanzeno, Sarnonico, Sfruz, Sporminore, Ton e Ville d'Anaunia, i cui interessi sono stati difesi dall'avvocatura dello Stato.
Conseguenza: tutto da rifare, delibera sul Piano strategico territoriale parzialmente annullata (un "parzialmente" che comunque blocca tutto), come non bastasse in prossimità del rinnovo dei consigli comunali. Chi sperava che le ciclabili, la valorizzazione di Santa Giustina e altre opere fossero prossime alla realizzazione, dovrà attendere ancora. Probabilmente a lungo.

Oggi i Comuni che hanno proposto il ricorso terranno una conferenza stampa a Cavareno per illustrare la loro posizione. Ampio servizio sul giornale in edicola

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