Ciaspolada con neve artificiale? Allora saltano i finanziamenti

Scoppia il caso dei contributi pubblici

La Ciaspolada accende gli animi degli appassionati della corsa sulle racchette da neve, ma non solo. Nei municipi dell’Alta val di Non è scoppiato il «caso contributi», dopo che alcuni Comuni hanno deciso di non sostenere finanziariamente la manifestazione che caratterizza la stagione invernale nonesa. Il motivo è legato alla produzione di neve artificiale che serve a formare la lingua bianca del percorso lungo i Pradiei fino all’abitato di Fondo. La questione appare decisamente complessa e si configura come uno strascico di quanto accaduto lo scorso anno. L’Unione Altanaunia - ente sovracomunale che raccoglie i municipi di Romeno, Cavareno, Sarnonico, Ronzone e Malosco - ha comunicato nelle scorse settimane che non liquiderà alla società organizzatrice il contributo di 17.686 euro relativo all’edizione 2016. Il motivo? La Ciaspolada si era svolta all’interno dell’abitato di Fondo, mentre l’assegnazione del finanziamento era condizionata alla creazione del percorso di gara da Romeno a Fondo con o senza ciaspole o, in alternativa, in località Campi da golf del Passo Mendola.
 
La delibera di «non liquidazione» è stata approvata con il voto contrario dei sindaci di Malosco e Sarnonico Walter Clauser ed Emanuela Abram, che vivono la loro presenza nell’Unione come una limitazione. I due Comuni avrebbero voluto versare la propria quota di contributo, ma non lo hanno potuto fare con la parte ordinaria del bilancio di cui si occupa l’Unione.
 
In vista dell’edizione 2017, a fine dicembre i sindaci Stefano Endrizzi (Ronzone), Luca Fattor (Romeno) e Gilberto Zani (Cavareno) hanno inviato tre distinte lettere alla società Podistica Novella (organizzatrice della Ciaspolada) presieduta da Gianni Holzknecht. La missiva era stata preceduta da un incontro a metà novembre, nel corso del quale i responsabili della società avevano puntualizzato che «senza neve o spostata alla Mendola» la Ciaspolada non avrebbe avuto «il richiamo e le presenze consone all’evento».
La soluzione avanzata dagli organizzatori, in caso di assenza di precipitazioni nevose, era di innevare artificialmente un percorso di circa 5 chilometri con arrivo a Fondo. Ossia il percorso che i 300 volontari stanno realizzando in questi giorni lungo i Pradiei.
 
Ecco dunque il contenuto delle lettere dei tre sindaci: «La scrivente amministrazione, come già rilevato in passato, è contraria all’innevamento artificiale finalizzato all’utilizzo per una sola mezza giornata». Nei documenti non manca una frecciata: «Per mancanza di neve hanno annullato anche alcune prestigiose tappe della Coppa del Mondo di sci alpino in Canada». Le tre amministrazioni ritengono dunque che sia «un’ostinazione riproporre l’evento in questi modi pur con tutte le motivazioni del caso», considerando che l’edizione dello scorso anno aveva prodotto un disavanzo di circa 120mila euro. I tre Comuni avrebbero accettato di concedere un contributo alla Ciaspolada se l’evento fosse stato organizzato presso l’impianto della Mendola o, in alternativa, con innevamento artificiale di 8 chilometri presso il Centro del fondo in località Regole per consentire, in seguito, un riutilizzo del percorso per lo sci da fondo.
 
Il presidente Holzknecht si trincera dietro un secco «no comment», mentre non mancano le considerazioni da parte dei sindaci della zona. Daniele Graziadei (Fondo) evidenzia come «la Ciaspolada assicuri benefici con presenze di turisti distribuite su tutto il territorio dell’Alta valle». Ne è convinta anche Abram (Sarnonico): «Non si può ridurre questo evento ad una sagra di paese che interessa solo Fondo. Purtroppo ho dovuto prendere atto della decisione assunta dalla maggioranza dei Comuni dell’Unione in sede di giunta. Ora dovremmo forse finanziare l’evento attingendo alla parte straordinaria del bilancio, sottraendo fondi agli investimenti? Incredibile». Endrizzi (Ronzone), che è assessore del turismo dell’Unione: «Se Malosco e Sarnonico vogliono finanziare l’evento, possono farlo con il loro bilancio, dato che i risparmi dell’Unione vengono poi girati ai Comuni». Infine Donato Seppi (Ruffré) si allinea alla posizione dell’Unione e nega il finanziamento per il 2017.
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