MEZZOCORONA. 175mila bottiglie sotto la lente della Guardia di finanza, per un valore stimato di almeno un milione di euro. La Procura di Trento indaga sul Gruppo Mezzacorona per una presunta frode nel commercio del vino: l’ipotesi è che siano stati venduti come Igt 2025 vini ottenuti da uve non trentine e di un’annata diversa da quella indicata in etichetta.

Sono indagati la società, il direttore generale Francesco Giovannini, l’allora direttore commerciale e l’allora capo enologo. Le ipotesi di reato sono associazione per delinquere, frode in commercio e vendita di prodotti con segni mendaci: contestazioni ancora da verificare, per le quali vale la presunzione di innocenza.

Giovedì 5 novembre il Nucleo di polizia economico-finanziaria di Trento, coordinato dal pm Davide Ognibene, ha perquisito la cantina e sequestrato 60mila bottiglie. Le altre 115mila dello stesso lotto, vendute a circa 12-13 euro, sarebbero già sul mercato.

Le verifiche erano partite nell’autunno 2025 con i controlli dell’organismo nazionale antifrodi agroalimentari: dopo una prima sanzione amministrativa, già pagata, per una pratica enologica non registrata, nuovi campionamenti hanno fatto emergere anomalie su provenienza e annata del vino, confermate a settembre 2026 dalle analisi di tre laboratori specializzati.

Il Gruppo Mezzacorona respinge le contestazioni. L’avvocato Vittorio Manes ha spiegato che l’azienda ha avviato verifiche interne e confida di poter chiarire la vicenda.