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CAVEDAGO. Il pastore era convinto che le pecore e gli agnelli fossero al sicuro. La recinzione elettrificata non è invece bastata a proteggere gli animali dall'aggressione di un branco di lupi. Il bilancio dell'attacco ad un gregge di ovini è pesante: 34 animali uccisi, altri 6 dispersi e 5 feriti. Anni di lavoro andati in fumo.
La predazione è successa nella notte tra giovedì e venerdì scorsi a Cavedago, in località Priori, dove si trova la Tana dell'Ermellino. I segni lasciati dai predatori non lasciano dubbi su quanto accaduto: «Il sopralluogo effettuato dal Corpo forestale del Trentino ha accertato che l'episodio è riconducibile all'azione di un branco di lupi», conferma piazza Dante, che parla di «un evento di proporzioni importanti».
L'attacco nella notte, venerdì mattina l'amara scoperta e la conta dei danni, poi, la rimozione delle carcasse: sono stati rinvenuti 22 agnelli e 12 ovini adulti sbranati e uccisi. Altri 6 capi risultano dispersi, probabilmente sono fuggiti nel bosco per la paura nel corso dell'aggressione, mentre 5 sono rimasti feriti.
Secondo gli accertamenti effettuati, il gregge era correttamente protetto da una rete elettrificata mobile. Una circostanza che non è bastata a tenere i lupi fuori dal recinto. «L'episodio - spiega la Provincia, sentita sull'accaduto - è quindi riconducibile con ogni probabilità a un fenomeno di surplus killing, che si verifica quando i lupi predano un numero di capi superiore a quello che riescono a consumare. È un comportamento che può verificarsi soprattutto quando le prede sono numerose, concentrate in uno spazio ristretto e hanno limitate possibilità di fuga».
Sui pascoli aperti gli attacchi dei lupi provocano di solito l'uccisione di uno o pochi capi, come testimoniano i casi di cronaca registrati anche nel corso dell'estate, ma non è la prima volta che si verificano predazioni di queste dimensioni. Anzi. Un episodio analogo era successo in aprile a Comano, dove le pecore uccise erano state più di cinquanta. In quel caso, però, la Provincia - nel corso del sopralluogo - aveva rilevato che nel recinto mancava la linea elettrificata.
A Cavedago, invece, la barriera di protezione era correttamente elettrificata, ma questo non ha impedito ai lupi di valicare il perimetro e attaccare il gregge, facendo strage di pecore e agnelli. La protezione, senza vie di fuga, si è anzi trasformata in una trappola mortale. Un particolare che aumenta la preoccupazione degli allevatori e di chi si trova ad affrontare la dura vita dell'alpeggio, costantemente alle prese con la minaccia di attacchi da parte dei grandi carnivori, lupi e orsi.
L'amministrazione provinciale, per parte sua, «esprime la propria vicinanza all'allevatore, che si è trovato a fronteggiare un episodio particolarmente grave nonostante l'adozione delle necessarie misure di protezione. È comunque fondamentale proseguire con determinazione sul fronte della prevenzione», sottolinea. Piazza Dante precisa che «a tale scopo mette a disposizione degli allevatori, anche in comodato d'uso gratuito, strumenti di prevenzione come le recinzioni elettrificate, oltre a sostenere l'acquisto di cani da guardiania, che possono costituire un ulteriore presidio a difesa delle greggi». L'episodio, accaduto in giorni in cui diversi greggi scendono a valle dopo l'estate, entrerà come di consueto nel report mensile pubblicato sul sito grandicarnivori.it.


