GIOVO. Tra i filari di Giovo, ieri mattina, non si è raccolta soltanto uva, ma sorrisi, incontri e soprattutto la conferma che un’esperienza nata quasi in punta di piedi può crescere, trovare nuovi sostenitori e aprirsi a nuove possibilità.

È tornata così per il secondo anno la “Vendemmia sociale”, l’iniziativa promossa dalla famiglia Mengon Tomasi nella propria azienda agricola in località Peschiere, in collaborazione con la Fondazione Trentina per l’Autismo.

Dodici i ragazzi coinvolti, che hanno vissuto una mattinata scandita dalla raccolta delle uve di Müller Thurgau, momenti didattici e convivialità.

Dopo l’esperienza dello scorso anno, l’appuntamento è cresciuto, richiamando anche numerosi rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine, accanto a quanti hanno voluto testimoniare concretamente la propria vicinanza al progetto.

A dare vita all’iniziativa è Manuel Tomasi, papà di Marco. Tutto è partito proprio da lui e dal benessere che Manuel ha visto nel figlio a contatto con la natura e con i ritmi del lavoro in campagna. Da un’esperienza familiare è nata così l’idea di aprire le porte dell’azienda e offrire anche ad altri ragazzi e alle loro famiglie la possibilità di vivere una giornata diversa, insieme.

«Sono davvero soddisfatto della riuscita di questa seconda edizione. Vedere così tante persone partecipare e sostenere quello in cui crediamo è per me una grande emozione», racconta Tomasi.

Un ringraziamento che ha voluto rivolgere a tutti coloro che hanno contribuito alla giornata, dalla Fondazione Trentina per l’Autismo alle persone che hanno lavorato all’organizzazione, fino ai tanti ospiti che hanno scelto di esserci.

Un ringraziamento particolare Tomasi ha voluto rivolgerlo al cavalier Giovanni Coletti, presidente della Fondazione Trentina per l’Autismo e fondatore di “Casa Sebastiano”, presente anche quest’anno alla vendemmia sociale.

«La sua presenza e il sostegno della Fondazione sono per noi davvero importanti», ha sottolineato Manuel, ricordando come proprio dalla collaborazione e dalla condivisione di esperienze possano nascere nuove opportunità per i ragazzi e per le loro famiglie.

Numerose anche le presenze istituzionali: tra queste la senatrice Elena Testor, la consigliera provinciale Stefania Segnana, il sindaco di Giovo Riccardo Dalvit e l’assessore del Comune di Trento Brugnara.

Significativa anche la partecipazione di numerose autorità militari, tra cui il maggiore Di Vincenzo Daniele e Gaetano Ruocco, presidente dell’Associazione Nazionale Sottufficiali d'Italia, presenti per testimoniare la propria vicinanza a un progetto che negli anni si sta allargando ben oltre i confini dell’azienda agricola.

A portare una nota di leggerezza è stato Norberto Milani di Zelig. Una presenza alla quale Manuel Tomasi tiene particolarmente: con la sua comicità ha saputo coinvolgere ragazzi, famiglie e ospiti, regalando alla vendemmia momenti di allegria e rendendo ancora più speciale la mattinata.

Tra i presenti anche Luca Taviani, il “Navigatore non solitario”.

Per Tomasi, infatti, quello iniziato pensando al figlio Marco è ormai un percorso più ampio. Accanto all’esperienza della vendemmia sociale c’è il lavoro portato avanti sul fronte della tecnologia, con l’ideazione e il brevetto di un braccialetto nato per offrire un aiuto concreto alle persone con autismo e alle loro famiglie.

Esperienze diverse, ma unite dalla stessa volontà: trasformare ciò che nasce da una storia personale in qualcosa che possa essere utile anche agli altri.