MEZZOLOMBARDO. Ottantadue docenti dell’istituto Martino Martini di Mezzolombardo si schierano contro le nuove disposizioni sul consenso informato per le attività scolastiche dedicate all’educazione sessuale e affettiva. Lo fanno con una lettera aperta indirizzata alle famiglie e agli studenti, nella quale esprimono «fermo dissenso» nei confronti della normativa recepita in Trentino attraverso una circolare del 29 settembre. Una presa di posizione netta, che si conclude con una frase destinata a far discutere: «La scuola che vogliamo non è questa».

La contestazione riguarda le procedure introdotte per le attività extracurricolari e di ampliamento dell’offerta formativa sui temi della sessualità. Secondo quanto riportato dai firmatari, le scuole devono predisporre documentazione e materiali informativi, raccogliere il consenso dei genitori e gestire le eventuali mancate adesioni, prevedendo nei casi stabiliti attività alternative. Per gli insegnanti, questi obblighi rischiano di trasformarsi in ostacoli alla realizzazione dei progetti educativi, compromettendo il rapporto di fiducia tra scuola e famiglie.

 

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Uno dei punti più critici riguarda gli studenti più fragili. Il meccanismo del silenzio-dissenso, sostengono i docenti, potrebbe escludere dalle attività proprio i ragazzi che avrebbero maggiormente bisogno di occasioni di confronto. A preoccupare sono anche il possibile aumento delle disuguaglianze educative e le conseguenze sulla prevenzione del bullismo e della violenza. Gli insegnanti contestano inoltre la condivisione preventiva dei materiali didattici, che rischierebbe di svalutare il lavoro degli esperti e degli operatori dei consultori, oltre ad aumentare il carico burocratico per il personale scolastico.

«Si creano barriere anziché alleanze», scrivono i firmatari, ricordando che il dialogo con le famiglie è già parte integrante del patto educativo. La lettera esprime solidarietà ai professionisti che da anni collaborano con le scuole e rivendica il valore dell’educazione sessuo-affettiva e alla relazione di genere. «I progetti di educazione sessuale e all’affettività non possono essere ostacolati da vincoli che rischiano di comprometterne la qualità e l’efficacia», concludono i docenti. L’elenco delle adesioni, precisano, è ancora aperto.