SAN MICHELE ALL’ADIGE. I continui cambiamenti climatici oltre a creare un "clima" di costante incertezza con l'alternarsi del gran caldo e dei potenti temporali, incidono anche sulle coltivazioni, in particolar modo su quella della vite. Giugno si è concluso con termometri alle stelle, mentre luglio è invece iniziato con temperature più basse e temporali diffusi. Una situazione che mette in allarme i produttori vitivinicoli e soprattutto non permette di calcolare con certezza il giusto momento per la vendemmia. Guardando al vicino Veneto per colpa del caldo e della siccità si potrebbe iniziare a raccogliere l'uva già verso la fine del mese per via dello stress idrico a cui sono sottoposte le viti.

Ci sono tanti se e tanti ma nel mezzo, perché tutto luglio è ancora da decifrare, tuttavia se le temperature dovessero rimanere elevate sopra la media storica con tutta probabilità si vendemmierà prima del solito. Anche il 2025 per il Trentino era stato un anno particolarmente complicato per il settore vitivinicolo con un primo semestre caldo e siccitoso e un autunno-inverno freddo e piovoso. Durante la vendemmia le piogge intense e le temperature al di sopra della media avevano determinato problemi di marciumi che avevano costretto i viticoltori ad anticipare la raccolta per alcune varietà e concentrarla in poche giornate utili. La produzione di uva si era attestata, secondo i dati del Consorzio Vini del Trentino, sui 1.131.393 quintali, segnando un +11% rispetto al 2024 e in linea con la media del decennio precedente.

La stagione della raccolta lo scorso anno era iniziata abbastanza presto, intorno al 18-19 agosto, ma stando alle prime ipotesi la vendemmia 2026 potrebbe essere ancora più precoce. «Dipenderà tutto dall'andamento climatico di luglio - spiega Maurizio Bottura, dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach -. Se farà tanto caldo con le "notti tropicali" si anticiperà, se invece soprattutto negli ultimi giorni le escursioni termiche tra giorno e notte saranno più ampie allora si potrà aspettare qualche giorno in più. In linea di massima siamo in anticipo di una settimana. Si dovrebbe partire verso il 10 agosto, qualche giorno prima per gli spumanti a bassa quota (7-8 agosto). Per il Pinot grigio invece la vendemmia dovrebbe cominciare tra il 17 e il 18 agosto».

C'è anche il problema della flavescenza dorata: «La situazione è stabile. I sintomi per via del caldo si vedono prima e possono sembrare di più - avvisa Maurizio Bottura - ma non c'è allarmismo. Un po' di preoccupazione, però le somme le tireremo a fine annata».

Sia per il direttore del Consorzio Vini del Trentino, Diego Molon, che per il presidente del Gruppo Mezzacorona, Luca Rigotti, è ancora un po' troppo presto per capire quando si vendemmierà, però anche per loro la sensazione comune è quella di un leggero anticipo della vendemmia.