MEZZOCORONA. La scrittura è stata sua compagna fedele di vita fin dall'infanzia, un filo invisibile che ha tenuto insieme storia personale e collettiva. E le parole, scritte da mani sempre tese verso il prossimo, sono il regalo più prezioso che Dina Fiamozzi lascia al suo amato paese, Mezzocorona. Se ne è andata a 89 anni, un anno dopo la presentazione del suo libro «Destrani. Ricordi di Mezzocorona», un tesoro fatto di aneddoti, foto, pensieri e ricordi che attraversa quasi un secolo di vita della borgata.

Custode autentica della memoria, come aveva ricordato il sindaco Mattia Hauser nella prefazione, Fiamozzi aveva «registrato con passione i principali avvenimenti del paese, osservandone la straordinaria evoluzione». Un volume curato dalla Biblioteca di Mezzocorona e stampato con il contributo di un'azienda del territorio, in cui pagine in italiano e dialetto, vergate rigorosamente a mano e poi trascritte, alternano prosa e poesia, battute argute e vena nostalgica, restituendo un affresco fatto di tradizioni, aspetti sociali ed economici - dalle antiche botteghe del paese alla scuola - e racconti più intimi sulla sua infanzia.

«Con questa pubblicazione Dina ha generosamente donato i suoi preziosi ricordi alla comunità, che amava profondamente - le parole commosse dello staff della biblioteca - . La sua gioia per la stampa del libro la ricordano non solo i numerosi partecipanti alla presentazione, ma anche i moltissimi che sono andati a trovarla, per ringraziarla direttamente e farle firmare il libro». Più di mille le copie distribuite gratuitamente.

«L'11 maggio scorso c'è stata la presentazione del libro, una serata davvero bella ed esilarante, perché lei era una donna molto ironica, con il sorriso e una simpatia naturale - ricorda Margherita Faes, responsabile della biblioteca -. Noi ne avevamo stampate 600 copie, ma in tre giorni ne sono uscite 300, così a giugno abbiamo fatto la ristampa di altri 600 volumi».

Si può dire che «Destrani» sia arrivato sul tavolo di quasi tutte le famiglie di Mezzocorona (ma anche fuori). Perché in molti, sfogliando quel libro, hanno ritrovato emozioni e volti famigliari, ma anche perché Dina Fiamozzi era una donna amata. Un affetto che era risposta naturale alla sua generosità: la porta di casa sempre aperta e l'impegno instancabile nel volontariato. Impossibile non citare i mitici campeggi parrocchiali in val di Rabbi (a cui è dedicato un capitolo del libro), dove Dina faceva la cuoca.

Per le centinaia di ragazzi degli anni Sessanta e Settanta che hanno frequentato la colonia l'esperienza in val di Sole era da sempre intrecciata al volto e ai gesti di una persona speciale. «Dina era una donna molto materna e lei diceva sempre che se li sentiva tutti come figli. Per ognuno di quei ragazzi conservava un ricordo», aggiunge Faes. Ecco perché oggi, a pensarla con nostalgia e riconoscenza, non è solo la sua famiglia (i figli Roberto e Paolo e tutti i parenti), ma l'intera comunità. Il funerale sarà celebrato l’11 maggi alle 14.30 nella chiesta parrocchiale di Mezzocorona.