ROVERETO. Il caso dell’orsa F36, uccisa nell’estate del 2023, arriva a processo. A darne notizia è l’Enpa del Trentino, sezione di Rovereto, che annuncia la propria costituzione come parte civile nel procedimento a carico di uno degli uomini individuati nell’ambito delle indagini sulla morte dell’animale.

Secondo quanto ricostruito dall’associazione, F36 sarebbe stata uccisa da due cacciatori mentre si trovava a riposo. L’orsa in quel periodo stava allevando un cucciolo di poco più di sei mesi, rimasto così senza la madre e, secondo Enpa, esposto al rischio di non riuscire a sopravvivere autonomamente.

Il procedimento giudiziario si aprirà però a carico di uno solo dei due uomini. La posizione del secondo presunto responsabile è stata infatti stralciata dopo il suo decesso. Sarà ora il processo ad accertare responsabilità e dinamica dell’uccisione di F36.

L’Enpa aveva presentato opposizione alle richieste di archiviazione attraverso l’avvocata Valentina Stefutti e ha deciso di partecipare al procedimento come parte civile. L’associazione annuncia che porterà avanti la propria battaglia giudiziaria per ottenere giustizia per la morte dell’orsa.