LOMASO. La patata torna protagonista dell’autunno nel Lomaso. Sabato 24 e domenica 25 ottobre è in programma la nuova edizione della Festa della patata del Lomaso, appuntamento che negli anni è diventato una delle manifestazioni più rappresentative della tradizione agricola delle Giudicarie. Una due giorni dedicata a uno dei prodotti simbolo del territorio, tra coltivazione, gastronomia e valorizzazione di un patrimonio agricolo che si tramanda da generazioni.

Il programma dell’edizione 2026 è ancora in fase di costruzione. Nelle prossime settimane si riunirà il comitato organizzatore, chiamato a definire iniziative e contenuti della manifestazione. L’obiettivo è confermare una festa capace di coinvolgere famiglie, giovani e appassionati delle produzioni locali, portando l’attenzione non soltanto sul prodotto finito, ma anche sul lavoro degli agricoltori e sui territori nei quali la patata viene coltivata.

«Quella che stiamo per mettere in campo è destinata a essere una edizione altrettanto importante delle molte altre che l’hanno preceduta», anticipa Luca Armanini, direttore di Copag, la Cooperativa Produttori Agricoli Giudicariesi con sede a Dasindo. Sui dettagli, per ora, resta il riserbo: «Al momento non possiamo anticipare nulla perché manca oltre un mese alla sua effettuazione, ma qualche idea c’è per garantire il lustro che merita».

La festa arriva in un momento particolarmente favorevole per i produttori. La stagione del raccolto ha superato il giro di boa e il primo bilancio è positivo, sia per le quantità sia per la qualità delle patate. Copag prevede di superare le 4.500 tonnellate, anche se per il dato definitivo bisognerà attendere la conclusione della raccolta.

Una realtà agricola che trova nella cooperativa uno dei suoi punti di riferimento. Copag è nata nel 1977 e oggi conta circa 90 soci, impegnati nella coltivazione non solo di patate, ma anche di mele, ciliegie, susine e noci. Sono circa 70 i produttori di patate, concentrati soprattutto nelle Giudicarie, ma presenti anche a Storo e in alcune zone servite dalla cooperativa La Trentina, tra Alta e Bassa Valsugana, Valle di Cavedine e alcune località dell’asta dell’Adige.

E proprio la varietà del prodotto sarà uno degli elementi che caratterizzeranno anche il racconto della festa. Tra le patate a pasta gialla la Cicero resta la varietà più coltivata, ma Camelia e Levante stanno progressivamente recuperando terreno e, secondo le previsioni di Copag, potrebbero raggiungere nei prossimi anni i livelli della varietà oggi dominante. Per le patate rosse, invece, Alouette si conferma particolarmente adatta ai territori locali, anche per le sue qualità organolettiche. Più limitata, quasi di nicchia, la produzione della Kennebec a pasta bianca, una varietà che continua però a rappresentare una presenza della tradizione locale.

A sostenere il buon andamento della stagione ha contribuito anche l’estate particolarmente calda. Le temperature elevate hanno favorito la maturazione dei tuberi, spiega Armanini, precisando che l’effetto è stato positivo proprio grazie alle caratteristiche montane delle zone di coltivazione.

Il legame tra prodotto e territorio resta dunque al centro della manifestazione di ottobre. La Festa della patata non sarà soltanto un appuntamento gastronomico, ma l’occasione per raccontare una coltivazione che nel Lomaso e nelle Giudicarie ha radici profonde, insieme al lavoro degli agricoltori che continuano a portarla avanti generazione dopo generazione.

Per conoscere il programma completo bisognerà attendere ancora qualche settimana. La data, però, è già fissata: il 24 e 25 ottobre il Lomaso tornerà a celebrare la sua regina della tavola, al termine di una stagione che per i pataticoltori si annuncia, almeno nelle prime valutazioni, particolarmente soddisfacente.