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SANT’ANTONIO DI MAVIGNOLA. Proseguono, secondo l’associazione Bearsandothers, gli sversamenti di liquami legati a una stalla della zona già al centro di segnalazioni nelle scorse settimane. In un comunicato stampa l’associazione riferisce di segnalazioni arrivate da turisti e residenti, che avrebbero assistito alle operazioni di svuotamento della concimaia. Il letame, viene riferito, sarebbe stato caricato su trattori e sparso nei prati circostanti, anche in prossimità di abitazioni.
Nel documento si richiama la normativa vigente sullo spandimento del letame, che vieta il deposito sui terreni dal 1 dicembre al 31 gennaio e comunque prima che siano trascorsi 90 giorni dalla produzione. Secondo quanto segnalato, il materiale sarebbe invece fresco. L’associazione sostiene inoltre che le operazioni di pulizia avrebbero riguardato la concimaia, ma non il canale di scolo dal quale liquami e residui organici continuerebbero a defluire verso il fiume Sarca, anche a causa dello scioglimento della neve.
Bearsandothers afferma che la stalla non risulterebbe chiusa e che della situazione sarebbero a conoscenza sia la forestale sia la procura. Nel comunicato si evidenzia come la pulizia della concimaia consentirebbe semplicemente di fare spazio a nuovi accumuli di letame, destinati – secondo l’associazione – a riversarsi nuovamente nel corso d’acqua. Nella struttura, viene aggiunto, sarebbero presenti circa 100 capi di bestiame, con una produzione quotidiana continua di reflui.
L’associazione contesta infine le ordinanze comunali già emesse, giudicate inefficaci, e richiama alcune dichiarazioni attribuite al sindaco, secondo cui il letame non entrerebbe nel fiume. Una versione che, secondo Bearsandothers, sarebbe smentita da immagini e segnalazioni raccolte sul posto, con il rischio che l’inquinamento possa proseguire lungo il Sarca fino al lago di Garda e al lago di Molveno.


