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SANT’ANTONIO DI MAVIGNOLA. Un gruppo di vacche vaga nel cuore della notte lungo la strada provinciale tra Sant’Antonio di Mavignola e Madonna di Campiglio, apparentemente senza nessuno a sorvegliarle. La situazione è potenzialmente pericolosa per automobilisti e animali. È documentata da un filmato e l’ha denunciata l’associazione Bearsandothers ODV, che chiede alle autorità competenti di intervenire subito per accertare l’accaduto ed evitare possibili incidenti.
L’associazione ha segnalato l’episodio domenica 8 novembre 2026. Le immagini sarebbero state riprese durante un passaggio notturno lungo la provinciale. I bovini sulla carreggiata, con scarsa visibilità e su un tratto ricco di curve, avrebbero potuto rappresentare un serio ostacolo per i veicoli in transito. «Un bovino adulto può pesare diverse centinaia di chilogrammi. Un impatto con un’autovettura potrebbe avere conseguenze drammatiche», sottolinea Bearsandothers.
L’associazione si interroga anche sulla provenienza degli animali e su un possibile collegamento con un’azienda agricola che si trova nella zona della Plaza, a Sant’Antonio di Mavignola. L’azienda è già stata al centro di precedenti segnalazioni sulla gestione dei bovini e sugli sversamenti di liquami. Secondo quanto riferisce Bearsandothers, sarebbe stata interessata da provvedimenti giudiziari. L’associazione precisa però che al momento non ci sono elementi sufficienti per stabilire se gli animali ripresi appartengano a quella struttura.
Per questo Bearsandothers chiede verifiche al Corpo forestale provinciale, alle forze dell’ordine, al Comune di Pinzolo e ai servizi veterinari. Si vuole individuare il proprietario degli animali, chiarire chi fosse responsabile della loro custodia e accertare se esistano provvedimenti di sequestro. L’associazione sollecita anche controlli sulle recinzioni e sulle misure di sicurezza adottate per impedire che i bovini tornino sulla strada.
«Questa volta sulla provinciale non c’erano né orsi né lupi, ma animali domestici che qualcuno aveva il dovere di custodire», osserva l’associazione. Secondo Bearsandothers, ai pericoli legati alla fauna selvatica si riserva un’attenzione diversa rispetto a quelli che derivano dalla gestione degli allevamenti. L’associazione chiede infine che, se emergessero gravi carenze nella custodia, si valuti anche il trasferimento degli animali in strutture idonee. «Non intendiamo aspettare un incidente, un animale morto o una persona ferita», conclude.


