Altri due autisti aggrediti sull’autobus per l’apres-ski

Disordini alla partenza a Campiglio e botte a Javrè. Il personale di Trentino Trasporti chiede venga garantita più sicurezza

TRENTO. Dall'inizio della stagione, a causa dei continui episodi di violenza, dalle 17 e 30 a fine servizio a Madonna di Campiglio è stata sospesa la fermata del bus "Grosté" in direzione Pinzolo. La questione della sicurezza, però, sembra non essere stata risolta. A pochi giorni dall'avvio della stagione, il problema si è ripresentato puntuale, con disordini sui mezzi, autisti e controllori bistrattati e malmenati e anche molti utenti infastiditi dalle situazione che si trovano a vivere viaggiando sulla tratta che dalla valle porta a Campiglio e viceversa.La situazione è degenerata in modo evidente nella serata di sabato quando due autisti sono stati aggrediti a Javrè. Secondo il racconto dei testimoni un soggetto, già noto alle forze dell'ordine, avrebbe tentato di approcciare una ragazza.

L'autista, notata la gravità della situazione, avrebbe fermato immediatamente il mezzo per allertare i Carabinieri, già intervenuti poco prima a Campiglio per altri episodi su un mezzo sovraffollato (la corsa delle 19 e 52) e con a bordo soggetti dai comportamenti non tollerabili. Sarebbero volate parole forti e il ragazzo, già in stato di stato di alterazione, avrebbe sputato in faccia all'autista e, una volta sceso dal mezzo, gli avrebbe sferrato un calcio al volto.

A supporto è intervenuto anche un secondo autista che ha subito un infortunio al ginocchio. «È questo il modo di lavorare?», chiede Antonio Stedile, rappresentante Uil trasporti del gruppo di Tione che invoca un intervento urgente sia da parte dell'azienda di trasporti che dell'amministrazione comunale. In realtà lo scorso anno i titolare del Lab Apres-ski, il locale di Campiglio che attira moltissimi giovani, sia turisti che locali, aveva proposto a Trentino Trasporti di far salire i propri buttafuori sui mezzi durante le corse più frequentate in salita (verso Campiglio nel pomeriggio e in discesa in serata) per garantire maggiore sicurezza sia ai viaggiatori che al personale, ma la proposta non è stata accettata dalla società di trasporto in quanto la presenza di un servizio di vigilanza privata su un servizio di trasporto pubblico sembra non sia possibile. Intanto, per gli autisti le corse verso la località montana nei fine settimana da tempo sono diventate un incubo per colpa di un gruppo di ragazzetti minorenni, tutti noti e già identificati dai carabinieri. Le segnalazioni, anche in forma sindacale, non sono mancate nella stagione precedente ma, denunciano i lavoratori, nulla di strutturale è stato fatto.

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