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CAVALESE. Se la luce si accende, il guidatore deve fare attenzione: nei pressi della strada si trova un animale che da un momento all'altro potrebbe attraversare la carreggiata, costituendo un grave pericolo per chi in quel momento si trova di passaggio. È stato attivato nei giorni scorsi l'impianto di segnaletica stradale dinamica, attivata da sensori e termocamere per la protezione dalle collisioni con i veicoli di grandi mammiferi. I pali sono stati posizionati sulla strada di fondovalle già diversi mesi fa, nel tratto di rettilineo dove passano le funi dell'impianto del Cermis, ma hanno cominciato a funzionare solo ora.
Alla base dei ritardi c'erano dei problemi di privacy: in sostanza, c'era chi aveva sollevato un possibile rischio per il trattamento dei dati, poi è stato tutto sistemato grazie all'intervento del Consorzio dei Comuni.
Ma come funziona, questo nuovo sistema che punta a ridurre (o, perché no, ad eliminare) gli investimenti degli animali selvatici? Ai lati della strada sono stati posizionati dei pali su cui sono stati montati dei sensori luminosi a led alimentati da pannello fotovoltaico. Una telecamera bispettro dotata di videoanalisi ed intelligenza artificiale deep learning (dunque in grado di elaborare i dati raccolti) traccia gli animali selvatici, due cartelli stradali indicano il pericolo di attraversamento ungulati.
Quando la telecamera registra l'animale nelle aree "pericolo" trasmette l'informazione ad una centralina, la quale accende i segnali luminosi di allerta per i guidatori invitandoli a prestare massima attenzione vista la presenza dell'animale, che potrebbe attraversare la strada da un momento all'altro. Fino a che l'animale non esce dalla fascia protetta (un paio di metri oltre la strada) i sensori rimangono accesi.
Il sistema permetterà di raccogliere altri dati dei quali verrà esplorato il potenziale di impiego a scopo scientifico grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica dell'Università di Trento.
La zona scelta - quella tra Masi di Cavalese e Castello di Fiemme - è particolarmente frequentata dalla fauna selvatica per la presenza del torrente Avisio e delle sue fasce ripariali che costituiscono un corridoio ecologico. Quel tratto di strada (370 i metri controllati dal nuovo sistema) è interessato tutti gli anni da un elevato numero di investimenti ai danni di ungulati, in maggioranza caprioli (68%) rispetto ai cervi (32%).
Avviato dalla precedente amministrazione comunale di Sergio Finato e progettato dal dottore forestale Michele Baldo (studio a Trento), il sistema è costato 65.768 euro. Finanziato completamente da fondi europei, tramite l'Operazione 4.4.3 Investimenti non produttivi per connettività ecologica e recupero habitat Natura 2000 e degli habitat agricoli ad alto valore naturalistico del Programma di Sviluppo Rurale (Psr).
L'impianto a sensori e termocamere non deve però essere considerato infallibile: essendo alimentati da un pannello fotovoltaico, potrebbe essere che in occasione dell'assenza prolungata di sole i sensori non si accendano. L'adozione di un'adeguata velocità, e più in generale il rispetto delle regole del codice della strada, restano la soluzione migliore per evitare di distruggere la macchina (e farsi male) e uccidere caprioli, cervi o altri animali selvatici.


