MOENA. Con l'accordo urbanistico tra Comune e Cassa rurale FPB (Fassa Primiero Belluno), riguardante la riqualificazione dell'ex albergo Corona (a sinistra nella foto) e più in generale di piaz de Sotegrava, l'ente creditizio avrà la sua nuova sede e il paese una migliore viabilità. Ma il sostanziale cambiamento dell’aspetto del centro storico del paese fa discutere.

Per prima, Italia Nostra, associazione per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione, su questo progetto vuole vederci chiaro. «Non siamo contrari a prescindere, ma vogliamo conoscere maggiori dettagli» dice il vicepresidente della sezione trentina di Italia Nostra, Luigi Casanova, già custode forestale nelle valli di Fiemme e Fassa. «Il nostro vuole essere atteggiamento collaborativo, di proposta. Un progetto così importante non può essere presentato solo ai soci della Cassa Rurale, come è già successo, ma va discusso in maniera preventiva con tutta la cittadinanza, prima che sia già tutto deciso».

Per questo motivo Italia Nostra, attraverso una lettera firmata dalla presidente Manuela Baldracchi, ha chiesto al sindaco di Moena Alberto Kostner di indire una pubblica assemblea, per «portare la proposta a conoscenza della cittadinanza, delle associazioni e degli enti interessati e di attivare un confronto utile, necessario e anche dovuto tra tutti gli stakeholder».

«L'intervento proposto dall'istituto bancario - si legge nella lettera - si configura come un accordo pubblico-privato che andrà ad incidere notevolmente sugli aspetti urbanistici, viabilistici, paesaggistici, architettonici e funzionali dell'abitato. Considerata la portata dell'accordo proposto, che si configura come un intervento a scala urbana, e considerato il pregio dell'edificio storico previsto in demolizione e la sua importanza documentale, chiediamo di indire una assemblea pubblica».

«L'ex albergo Corona - prosegue Casanova - con i suoi 170 anni di storia conserva dei significativi valori architettonici che dovrebbero essere mantenuti, come la torretta a monte e il terrazzo alto. Con le tecnologie di oggi si potrebbe evitare la demolizione dell'edificio. Siamo poi fortemente contrari alla realizzazione di un portico che chiuda piaz de Sotegrava verso monte, per permettere ai dipendenti della Cassa Rurale di passare dall'attuale sede a quella nuova: la piazza è intesa come un qualcosa di aperto, da vivere, e questo andrebbe a chiudere lo spazio e la visuale storica verso chiesa di San Vigilio e boschi e prati della frazione di Sorte».

Italia Nostra e Casanova si dicono invece d'accordo per la futura organizzazione della viabilità, che verrebbe spostata sulla sinistra orografica del rio Costalunga.«Essendo in presenza di un progetto di partenariato pubblico-privato crediamo che le linee guida generali andrebbero condivise prima con tutti i cittadini. Si tratta di un esercizio di democrazia partecipata. Nessuno mette in dubbio che bisogna mettere mano all'ex albergo Corona, ma abbiamo grandi dubbi su come sarà un domani questo edificio».

Oltre alle critiche degli ambientalisti di Italia Nostra, ad esprimere una voce di dissenso c’è anche Fabio Chiocchetti, ex direttore dell’Istituto culturale ladino, che in occasione della presentazione del progetto ai soci della Rurale (ma solo a quelli di Moena) ha preso la parola esprimendo tutto il suo biasimo per un intervento che, a suo dire, va a «snaturare piaz de Sotegrava, che sarà radicalmente stravolta, e a distruggere un edificio come l’ex Hotel Corona che è l’ultimo testimone della storia del turismo dolomitico».

La parte di questo progetto che più di tutte inorridisce Chiocchetti è la costruzione del corpo edificale per unire l’attuale sede della Cassa Rurale con il nuovo volume che sorgerà al posto del “Corona”, creando così un unica struttura. La creazione di un portico permetterà il transito pedonale sulla strada Cirillo Dellantonio, chiusa invece alle automobili (la viabilità verrà spostata sulla sinistra orografica del rio Costalunga).

«Il nuovo, grande, edificio che verrà realizzato è un corpo che si dispone in linee orizzontali, a differenza del resto della piazza vista dall’Hotel Faloria, che è in linee verticali. Il Corona svolge un po’ il ruolo che la Times Square Tower svolge nella famosa piazza di New York. L’ex Hotel non è bello solamente per le decorazioni che possiede, ma anche per le sue volumetrie che si legano al contesto circostante. Il nuovo progetto va a negare l’attuale forma della piazza».

E sulle modifiche all’edificio che attualmente ospita la sede della Cassa Rurale. «È un piccolo gioiello di edilizia moderna, di stampo sudtirolese. Nonostante abbia cinquant’anni, sembra fatto ieri. Si inserisce perfettamente nella piazza, legando le vecchie abitazioni con quelle recenti. Non si capisce il perché di inglobarlo in un volume anonimo come quello nuovo».

Demolire l’Hotel Corona è proprio necessario? Secondo Chiocchetti no. «L’edificio potrebbe essere ridimensionato sul lato del rio Costalunga, per far spazio alla strada sulla sinistra orografica del torrente. Così facendo, il volume acquisterebbe ancora più armoniosità».

Le ultime considerazioni dell’ex direttore dell’Istituto culturale ladino riguardano la futura nuova sede della Cassa Rurale. «Mi chiedo a che cosa serva tutto quel volume. Nemmeno un banca mondiale occupa tutti quegli spazi, soprattutto in un epoca dove molto del lavoro si può fare da remoto. E non è vero che non ci sono alternative, ci sarebbero altre soluzioni per l’ampliamento. Infine, cosa ne pensano i soci della Cassa Rurale non moenesi? È un investimento sostanzioso, di grande impatto. Un investimento immobiliare, fatto anche con i soldi dei soci primierotti e agordini».

Soci che verranno a conoscenza del progetto definitivo (quello mostrato qui accanto in foto è solo un render esemplificativo, creato dai progettisti incaricati dalla Rurale) in occasione dell’assemblea in programma il prossimo maggio.