FASSA. Il progetto di demolizione e ricostruzione del rifugio Buffaure a San Giovanni di Fassa finisce al centro dello scontro politico. Il Partito Democratico parla di “sfregio ambientale” e critica la scelta del Comune, che ha approvato l’intervento poi autorizzato dalla Provincia con il nulla-osta. Secondo i dem, l’operazione rappresenterebbe un modello di sviluppo turistico orientato alla crescita quantitativa dell’offerta in quota, senza adeguata attenzione all’equilibrio ambientale.


Nel mirino c’è in particolare la portata della deroga urbanistica concessa. La consigliera provinciale del Pd Lucia Maestriha presentato un’interrogazione per chiarire i margini di discrezionalità applicati dalla Giunta e verificare se tali criteri possano essere estesi anche ad altri strumenti urbanistici nei comuni di montagna. Viene inoltre chiesto per quali ragioni l’amministrazione locale abbia approvato una deroga ritenuta in contrasto con il proprio piano regolatore.


Tra i punti sollevati anche i tempi previsti per la realizzazione dell’opera e l’eventuale presenza di finanziamenti pubblici a sostegno del progetto. L’atto ispettivo punta poi a capire se esistano altri casi analoghi sul territorio provinciale, in cui siano state concesse deroghe per edificazioni in quota con caratteristiche simili.


Infine, il Pd solleva una questione di impostazione generale del turismo alpino, interrogandosi sulla coerenza tra la presenza di strutture di alto livello, come suite con sauna privata nei rifugi, e la funzione tradizionale di queste strutture, legata a un inserimento equilibrato nell’ambiente montano. Un tema destinato ad alimentare il dibattito sul futuro dello sviluppo turistico in quota.