PREDAZZO. «80 anni, le radici e la memoria» è il titolo del convegno con cui la Co.F.As. – Federazione trentina delle Filodrammatiche – ha celebrato domenica 11 ottobre l'ottantesimo anniversario della propria fondazione. Un'edizione speciale della «Giornata Teatrale Trentina», che ha riunito a Predazzo i rappresentanti delle compagnie associate. La scelta della località non è stata casuale: come ha ricordato in apertura il presidente Luciano Zendron, proprio qui, nell'agosto del 1945, si tenne la riunione che pose le basi per la nascita della Federazione, ufficializzata a Trento il 15 dicembre 1946 con l'approvazione dello Statuto sociale.

A portare il proprio saluto ai filodrammatici sono stati il rettore dell'Università di Trento Flavio Deflorian, il senatore Pietro Patton, i consiglieri provinciali Maria Bosin e Michele Malfer e il parroco di Predazzo don Devis Bamhakl, che per l'occasione ha messo a disposizione l'auditorium della Casa della Gioventù.

Il giornalista Alberto Folgheraiter, moderatore del convegno, ha approfondito il tema «Il 1946 e il bisogno di cultura», ricostruendo, attraverso un originale «Giornale radio della Storia», il contesto del secondo dopoguerra: dal voto alle donne al fermento associativo, fino alla nascita delle prime federazioni. Folgheraiter ha ripercorso anche il passaggio «Dal teatro parrocchiale alla Co.F.As.», ricordando i fondatori, i primi statuti e l'evoluzione del teatro amatoriale in Trentino e oltre i confini provinciali.

Il ruolo della Federazione nella crescita del teatro trentino è stato al centro dell'intervento di Laura Guardini, giornalista ed ex vicepresidente della Co.F.As. alla fine degli anni Settanta. La sua relazione ha messo in luce la ripresa che in quegli anni contribuì a dare nuovo impulso alle filodrammatiche, ampliando le opportunità di formazione e confronto. Tra le figure ricordate, l'allora presidente Lanfranco Piraino e l'assessore provinciale alla Cultura Guido Lorenzi.

La linguista Patrizia Cordin, docente del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell'Università di Trento, ha affrontato il tema «Il dialetto trentino nella vita e sulla scena. Identità, tradizione e trasformazione». Dalla relazione è emerso il contributo delle filodrammatiche alla conservazione delle tradizioni linguistiche e alla rappresentazione della vita rurale e urbana, attraverso un teatro capace di raccontare le trasformazioni della comunità.

A chiudere il convegno sono state le testimonianze di Roberta Roat, che ha ricordato con commozione il padre Mario, e di Gino Tarter, che ha ripercorso il proprio impegno trentennale alla guida della Federazione.

La giornata è proseguita nel pomeriggio con il teatro. Tarter ha vestito i panni del protagonista in «Sior Todero Brontolon», capolavoro di Carlo Goldoni e ultima produzione della compagnia Gad Città di Trento Aps, che festeggia a sua volta quest'anno 80 anni di attività. Lo spettacolo, diretto da Alberto Uez, ha così unito idealmente le celebrazioni della Federazione e quelle di una delle compagnie storiche del teatro amatoriale trentino.

C.L.