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VAL DI FASSA. La variante stradale di Canazei e Campitello, il Brt, il treno dell'Avisio, strade, ciclopedonali e ponti. Tanta carne al fuoco nell'incontro che gli amministratori locali lunedì hanno fatto con il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, alcuni dirigenti e il consigliere ladino Luca Guglielmi. L'obiettivo? Fare il punto della situazione, trovare soluzioni condivise per migliorare la mobilità e l'attrattività del territorio, con un occhio anche al tema dello spopolamento.
Sono state tre le principali richieste fatte dal procurador del Comun general de Fascia Giuseppe Detomas e i sindaci. Riguardano il Bus Rapid Transit, l'impianto a fune che colleghi i paesi della valle e il Pont de Lejia.
Partiamo dal Brt, che ai fassani - così com'è - non piace. «Da noi quanto previsto dal progetto non cambierebbe i problemi di traffico che abbiamo - spiega il procurador Giuseppe Detomas - Dunque vogliamo aprire di nuovo il tavolo di confronto tra Provincia, Trentino Trasporti e le Comunità di valle di Fiemme e Fassa».
Le richieste? «Che alcuni dei golfi di fermata dei bus siano sistemati: in particolare, quello a servizio del polo scolastico di Sèn Jan e quello di Soraga. Due zone in cui le fermate degli autobus interferiscono pesantemente sulla viabilità».
Altro tema oggetto di richiesta è l'impianto a fune "orizzontale" valligiano. «Serve per decongestionare il traffico, che è il problema dei problemi della val di Fassa - dice Detomas - Chiediamo la possibilità di prevedere la norma che ne consenta realizzazione. Sarebbe un'interessante mobilità alternativa alla gomma».
Infine, fare in fretta - per una questione di sicurezza - con la ristrutturazione del "Pont de Lejia" a Sèn Jan, finanziato per 2, 2 milioni di euro. «Sono di prossima pubblicazione i bandi per eseguire l'intervento», la risposta.
Una delle opere principali, in termini di impatto tecnico e finanziario, di cui si è parlato lunedì è la variante stradale di Canazei e Campitello, pensata per migliorare la qualità della vita e la sicurezza della mobilità nella parte alta della valle. Un'opera che la giunta ha inserito tra gli interventi strategici e che vedrà a breve la nomina di un commissario straordinario, che avrà il compito di velocizzare progettazione ed esecuzione. Il presidente Fugatti ha quindi citato gli altri interventi previsti: la parte di natura più strettamente stradale e ciclopedonale, sulla quale è stato fatto il punto sul relativo stato di avanzamento, fino alle ipotesi di natura ferroviaria, con la decisione della giunta di affidare a Rfi lo studio di fattibilità sul "treno dell'Avisio".
«Aspetteremo gli esiti dello studio e poi faremo le nostre valutazioni - dice Detomas - La fune non è l'unica via alternativa alla mobilità su strada, ma serve un'alternativa che sia realizzabile. Se servono 2 miliardi per avere il treno, dove andiamo a prenderli? Sarebbe fantascienza».
Si è parlato anche dei lavori di messa in sicurezza della strada provinciale 238 del Monzon (960mila euro) e dei lavori al ponte "del Peles" (2, 3 milioni), con conclusione delle opere principali stimata per fine anno.
Oltre alla parte infrastrutturale, all'ordine del giorno anche la questione dello spopolamento, del fabbisogno di alloggi in riferimento pure alla disponibilità offerta in valle da Itea, nonché del settore immobiliare condizionato dal mercato turistico. Il presidente Fugatti ha evidenziato la volontà di dare attenzione alle istanze della val di Fassa nell'ambito della risposta della Provincia sul tema casa e territorio, elaborata in sinergia con le competenze dell'assessorato guidato da Marchiori.


