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CAVALESE. Un nuovo silo alto 15,45 metri e largo 6 entrerà presto a far parte della dotazione impiantistica di BioEnergia Fiemme spa, società che si occupa di fornire energia termica ed elettrica a oltre 830 clienti attraverso una rete di distribuzione di 32,4 km, ma che tra le sue altre attività mirate a chiudere il cerchio dell'economia basata sul legno include anche quella di trasformazione in pellet della segatura proveniente dalle aziende fiemmesi, fassane e valsuganotte.
Proprio per stoccare il pellet sfuso Bioenergia già a fine marzo del 2023 aveva chiesto il permesso di costruire il nuovo silo secondo il progetto firmato dal perito industriale Lorenzo Soppelsa. Ma la pratica era stata sospesa ed è stata riavviata nei mesi scorsi dopo la vendita proprio a BioEnergia dei terreni di proprietà pubblica su cui sorgono gli impianti produttivi della società.
Tra questi terreni, anche quello interessato dalla realizzazione del nuovo sito di stoccaggio. Ora, la nuova struttura è stata autorizzata in deroga al Prg vigente, ma in modo conforme alla variante allo stesso Piano regolatore adottata definitivamente a fine 2024 (ma che dev'essere ancora approvata dalla Provincia), con l'unanimità dei voti (15 i presenti) dal consiglio comunale di Cles, riunitosi mercoledì sera.
Come detto, la "torre" che svetterà vicino al piccolo silo per il pellet già esistente sarà alta 15,45 metri e avrà un diametro di 6, con una capacità di deposito di 331 metri cubi. Il progetto è stato autorizzato sia dalla Commissione per la pianificazione territoriale e il paesaggio sia dalla Commissione edilizia comunale e contrasta con le norme del Prg ancora vigente per l'altezza prevista. Il consiglio comunale ha dato l'autorizzazione considerando che «la filiera di ricircolo delle materie prime locali adottata dalla società merita un interesse e un sostegno, oltre a risultare rilevante per l'economia locale in termini sociali, economici e ambientali».
Andrea Ventura, amministratore delegato di BioEnergia, spiega le ragioni alla base della decisione di costruire un nuovo silo: «Il consumo di pellet è un consumo stagionale mentre la produzione è continua e quindi, per far fronte al fabbisogno invernale, serve stoccare il prodotto sfuso nei silos in estate per renderlo disponibile durante la stagione fredda e soprattutto nel periodo natalizio, quando il sistema di produzione della materia prima rallenta e quindi servono scorte per soddisfare la domanda dei clienti».
Attualmente BioEnergia accumula scorte sui bancali, all'interno del suo magazzino per quanto riguarda il pellet prodotto e imbustato mentre quello sfuso viene accumulato in un silo piccolo e non più sufficiente. Due sono i tipi di servizio reso, per questo materiale: la vendita in sacchetti e il servizio di consegna tramite autobotti per il rifornimento di caldaie più grandi, normalmente all'interno di alberghi o altre strutture ricettive.
Ogni anno sono circa 12.000 le tonnellate di pellet prodotto a Cavalese, partendo dalla segatura ritirata dalle segherie trentine: «Non produciamo tantissimo perché per la nostra filosofia non ha senso andare in giro per l'Europa a comprare segatura materia prima».


