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Lupo morto nel torrente

nei pressi di Soraga. L'autopsia:

investito da un'automobile

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Un lupo è stato investito e ucciso in Val di Fassa. La conferma è arrivata in questi giorni dagli accertamenti svolti sui resti dell’animale rinvenuto nel torrente Avisio, nei pressi di Soraga, lo scorso 10 marzo. «Le numerose fratture rilevate fanno ritenere che l’animale sia stato vittima di un investimento stradale» fa sapere la Provincia.
L’ipotesi iniziale era che si trattasse di un cane, forse un pastore cecoslovacco. Le analisi hanno invece confermato i primi sospetti dei vigili del fuoco volontari di Soraga, guidati dal comandante Christian Pellegrin. L’allarme era stato lanciato da alcuni turisti che avevano notato la carcassa dalla passeggiata che affianca il torrente. Le operazioni di recupero erano state particolarmente impegnative: i pompieri avevano teso una fune e imbragato il lupo. Quindi erano intervenuti gli agenti forestali, che avevano consegnato i resti dell’animale all’Istituto zooprofilattico delle Tre Venezie. Dagli esami è emerso che la causa della morte era stata un investimento in strada.
«Apprendo da lei che si trattava di un lupo. In paese e nelle zone circostanti non sono mai stati segnalati branchi» fa sapere il sindaco Devi Brunel. L’ipotesi del primo cittadino è che l’animale sia stato investito più a monte e che la carcassa sia stata trasportata dall’acqua fino a Soraga, dove si è arenata.
I lupi sono presenti da tempo in val di Fassa, ed in particolare nella zona alta del territorio. Qualche settimana fa un predatore (probabilmente affetto da rogna) era stato protagonista di un video a Campitello, dove era stato attirato probabilmente dall’odore della carne che alcuni abitanti stavano grigliando. L’invito alla popolazione da parte dei forestali è di non avvicinare gli animali selvatici e soprattutto di non alimentarli, nemmeno lasciando fuori casa cibo per cani e gatti, e nemmeno rifiuti o scarti di macelleria.
Oltre che all’interno dei territori noti (Lessinia, Vallarsa, Altopiano di Folgaria, Valsugana, alta Val di Fassa, alta Val di Non e Tonale), la presenza del lupo sta interessando altre località. Un dato nuovo è ad esempio quello relativo al fototrappolaggio di un esemplare nei monti sopra San Lorenzo in Banale, nel Brenta meridionale. Anche la valle di Cembra e l’altipiano della Vigolana hanno registrato i primi segni di presenza del predatore e, in almeno un caso, un danno. Si sono registrati anche casi di predazione sia su selvatici che su animali allevati. Per questo motivo continua l’attività di assistenza agli allevatori e sono in programma anche serate informative rivolte alla cittadinanza.

Nella foto: il recupero della carcassa da parte dei vigili del fuoco.

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