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BELLUNO. Vandali in azione nei bivacchi delle Marmarole, nel cuore delle Dolomiti bellunesi. In diverse strutture d'alta quota sono state strappate le pagine dei libri di bivacco, mentre in almeno un caso sono stati presi di mira anche gli arredi. A denunciare gli episodi è il Cai, sezione Cadorina di Auronzo, che mette in guardia sulle conseguenze di comportamenti sempre più frequenti.
Gli atti vandalici hanno interessato i bivacchi Fratelli Toso e Musatti, nel territorio di Auronzo di Cadore, e il Voltolina, a San Vito di Cadore. Le tre strutture appartengono al Cai di Venezia e si trovano tutte sopra i duemila metri. Secondo il Cai, le pagine strappate potrebbero essere state utilizzate per accendere un fuoco.
Il club alpino ricorda che un bivacco è una struttura destinata al ricovero di emergenza, non un rifugio né un luogo dove organizzare feste. I libri presenti all'interno hanno inoltre una funzione importante per la sicurezza: possono essere consultati dai soccorritori durante le ricerche degli escursionisti, soprattutto nelle zone dove il segnale telefonico è assente o intermittente.
Ancora più pesante quanto accaduto al bivacco Voltolina, dove i vandali hanno preso di mira anche gli arredi, gettando all'esterno i materassi. Il Cai avverte che il ripetersi di episodi simili potrebbe portare alla chiusura o allo smantellamento delle strutture, oppure all'introduzione dell'accesso esclusivamente su prenotazione o a pagamento.
Tra le possibili contromisure c'è anche una soluzione drastica. Il presidente del Cai di Venezia, Daniele Bortolozzi, ipotizza infatti di eliminare dai bivacchi materassi, coperte e altri arredi interni. Il rischio, denuncia il Cai, è che a pagare per i vandalismi siano proprio gli escursionisti che hanno realmente bisogno di queste strutture durante un'emergenza.


