PHOTO
FASSA/GARDENA. Passo Gardena, snodo chiave tra val Gardena e Val Badia ma anche punto di passaggio del Sellaronda, sta per diventare “Zona a traffico limitato Unesco”. È questo il progetto che sta prendendo piede in Provincia di Bolzano dove, su sollecitazione dei Comuni di Corvara e Selva di Val Gardena, è stato istituito mesi fa un tavolo di lavoro per arrivare alla sua realizzazione.
Una possibilità data dall’introduzione nel Codice della Strada di Ztl (che prima potevano essere previste solo nei centri storici) per aree di particolare valore paesaggistico e naturalistico, per un massimo di 5 mesi all’anno. «Il percorso avviato sul Passo Gardena - ha spiegato l’assessore altoatesino alla mobilità e alle infrastrutture Daniel Alfreider - nasce dal lavoro con i Comuni e con il territorio. È un progetto che richiede confronto, responsabilità e una cornice normativa chiara. L’obiettivo non è limitare, ma gestire meglio: ridurre la pressione del traffico dove serve e proteggere un patrimonio unico come le Dolomiti».
La sperimentazione a Passo Gardena è pianificata per il prossimo autunno, quando - stando alle informazioni disponibili - il transito resterà libero per residenti gardenesi e badioti, lavoratori, fornitori, artigiani e per gli ospiti delle strutture ricettive e dei ristoranti situati lungo la strada del passo. Per chi arriverà invece solo per un’escursione, una gita in moto o per godersi i tornanti, l’accesso sarà fortemente limitato: si parla di un limite di 150 veicoli al giorno, tra auto, moto e pullman turistici, con prenotazione obbligatoria online. Forse, ma rimane da confermare, nella fase di prova la tariffa potrebbe essere di 10 euro per due ore di permanenza, destinata poi a salire a 20 euro a regime. A compensare le restrizioni, il progetto prevede un deciso rafforzamento del trasporto pubblico locale, con autobus ogni 15-20 minuti e tariffe agevolate sugli impianti di risalita collegati al fondovalle.
L’obiettivo è chiaro: spostare gran parte dei visitatori dal mezzo privato ai servizi collettivi, alleggerendo il carico di traffico su uno dei punti più simbolici delle Dolomiti. Nei periodi di punta infatti a Passo Gardena transitano anche 11.000 mezzi motorizzati. Una enormità per un ecosistema delicato come quello dolomitico, con ricadute non solo ambientali ma anche sulla vivibilità per chi abita le vallate e sulla sicurezza stradale. Non per niente già da questa estate sono stati vietati in Alto Adige i raduni motoristici in quota e si è dichiaata guerra alle moto truccate. Un problema che riguarda in realtà tutto il Sellaronda e infatti sul tavolo di lavoro ci sarebbe anche l’ipotesi di estendere il modello ai passi Sella, Pordoi e Campolongo.
Ovviamente, in questo caso, se solo la Provincia di Bolzano prevederà la Ztl, questa finirà dove corre il confine provinciale. Ma se anche la Provincia di Trento (che ha cancellato i tentativi di limitare il traffico privato sul Sella attuati nel 2017 e 2018) dovesse essere interessata ad attuare questo tipo di Ztl, i riflessi non sarebbero pochi sulla valle di Fassa.


