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MADONNA DI CAMPIGLIO. L'arrivo del fast food sulle piste da sci delle Dolomiti accende il dibattito sull'identità turistica della montagna. Una nota catena statunitense specializzata in pollo fritto si prepara ad aprire due punti di ristoro direttamente sulle piste, uno a Madonna di Campiglio, in Trentino, e l'altro a Cortina, in Veneto. Le inaugurazioni sono previste per il 5 dicembre, grazie alla collaborazione con Super G. Si tratterebbe dei primi due fast food in Italia collocati direttamente all'interno dei comprensori sciistici.
A Campiglio il progetto ha suscitato perplessità nell'amministrazione comunale. Il sindaco Michele Cereghini, intervenuto ai microfoni dell'Ansa, ha parlato di «imbarazzo» e «stupore», spiegando che il Comune non era a conoscenza dell'iniziativa.
A sollevare dubbi è soprattutto la scelta della zona individuata per il nuovo locale, nell'area di Piana di Nambino. «Sicuramente non rispecchia l'identità e la cultura e la storia di Campiglio», ha osservato il primo cittadino, mettendo in discussione l'opportunità di introdurre una proposta di questo tipo in un contesto montano con una precisa tradizione turistica.
Sulla vicenda è intervenuta anche la Società degli alpinisti tridentini (Sat). Il presidente Cristian Ferrari ha espresso preoccupazione per le possibili conseguenze di un modello di sviluppo turistico sempre più legato a format commerciali standardizzati. «L'arrivo delle multinazionali del fast food sulle piste da sci può certamente rappresentare un ulteriore passo verso un appiattimento culturale dell'offerta turistica», ha dichiarato.
Ferrari ha precisato che la questione non riguarda il prodotto in sé: «Nulla contro il pollo fritto, naturalmente, ma siamo sicuri che sia questo il problema di cui dovremmo maggiormente preoccuparci?».
Il presidente della Sat ha quindi spostato l'attenzione su un tema più ampio, quello delle trasformazioni dell'offerta turistica in alta quota. «A lasciarci molto più perplessi è la prospettiva di realizzare centri benessere e piscine a duemila metri di quota, all'interno di strutture nate per l'accoglienza degli escursionisti», ha aggiunto.
C.L.


