DRO. Ha perso il controllo della vela durante un lancio dal monte Brento, rimanendo appeso alla parete a circa 300 metri dalla base, in una zona particolarmente pericolosa. Momenti di paura questa mattina, venerdì 9 ottobre, per un base jumper pugliese classe 1988, salvato grazie a un delicato intervento del Soccorso alpino trentino. La vela si era fortuitamente impigliata in uno spuntone di roccia, permettendo all’uomo di appoggiarsi parzialmente su una piccola cengia, in attesa dei soccorsi.

L’allarme è scattato intorno alle 7.45, quando il ground control, figura che monitora i lanci nella Valle del Sarca, ha contattato il Numero unico per le emergenze. Il base jumper si trovava in un tratto caratterizzato da terreno instabile e sfasciumi, ma al momento della richiesta di aiuto era in buone condizioni. La Centrale unica di emergenza ha attivato la Stazione di Riva del Garda del Soccorso alpino, mentre cinque operatori hanno raggiunto Gaggiolo per supportare le operazioni dell’elisoccorso.

Particolarmente complesso l’avvicinamento alla parete. L’elicottero, decollato da Mattarello, ha trasportato due tecnici del Soccorso alpino, verricellati più a monte rispetto alla posizione dell’uomo. Una precauzione necessaria per evitare che il flusso d’aria del rotore gonfiasse la vela, provocando la caduta del base jumper. I soccorritori hanno quindi attrezzato due calate in corda doppia da 60 metri e un traverso di 30 metri, riuscendo a raggiungere l’uomo e a metterlo in sicurezza.

Dopo aver recuperato anche la vela, i tecnici hanno preparato il base jumper per il recupero con il verricello dell’elicottero. L’intervento si è concluso intorno alle 10.30, dopo quasi tre ore dalla richiesta di aiuto. Una volta raggiunta la piazzola, l’uomo è stato visitato dall’équipe sanitaria e successivamente trasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento per accertamenti.