PHOTO
TENNO. Le parole hanno un suono e quelle con cui Greta Alma Vezzani racconta il suo legame con la musica sanno di speranza per la società del futuro. Studentessa della 3ª musicale al liceo Andrea Maffei di Riva del Garda, è stata l'unica musicista trentina a esibirsi il 30 ottobre con l'orchestra nazionale degli studenti liceali nella vaticana Sala Nervi, in occasione del Giubileo del Mondo educativo, con altri 55 coetanei provenienti da tutta Italia (su graduatoria di merito).
L'iniziativa è stata promossa dal ministero dell'Istruzione e frutto della collaborazione tra Educandato statale San Benedetto di Padova, Comitato nazionale per l'apprendimento pratico della musica per gli studenti e fondazione Uto Ughi. Greta, che ha mostrato il proprio talento a Papa Leone XIV, vanta già nel curriculum alcuni importanti riconoscimenti: nel 2018 ha vinto il primo premio (97/100) al concorso nazionale per Giovani musicisti in val di Sole, nel 2020 il primo premio assoluto (100/100) al concorso Città Murata e il terzo premio (88/100) al concorso di Cittadella.
Greta, quando hai cominciato a suonare il violoncello?
«Nel 2016, avevo 7 anni e frequentavo la seconda elementare a Tenno. L'ho scelto in seguito alla partecipazione a un corso organizzato dalla mia scuola musicale di allora, la Jan Novák di Villa Lagarina. Scelsi violoncello perché, dal primo istante, rimasi innamorata del suono che esso produce: tanto profondo quanto delicato. Dicono, e concordo, che il violoncello sia lo strumento che meglio imita la voce umana. Secondo me non c'è cosa più bella che riprodurre, in questo modo, la peculiarità del canto umano. Dopo i 6 anni trascorsi alla Jan Novák, nel 2022 sono stata ammessa al conservatorio Bonporti di Riva; ora sono allieva di Lorenzo Ceriani».
Come hai vissuto l'invito per Sala Nervi?
«Sono rimasta sorpresa, non pensavo di ricevere la chiamata. Il livello era molto alto, la musicalità e l'espressività dei colleghi mi hanno lasciata senza parole. Ho provato tanta felicità: ero entusiasta, ho sempre voluto lavorare in orchestra. La ritengo, oltre ad una grande organizzazione che produce qualcosa di bello, una famiglia. Umanamente aiuta e consente di comprendere il significato della collaborazione e l'importanza di saper alternare i propri comportamenti, prima e dopo le prove. Il maestro Maurizio Petrolo, alla prima prova, disse: "Qui, vi tratterò come professionisti". Una scelta di gran peso».
E giunta in Vaticano?
«È stato bellissimo. Abbiamo provato e riprovato i brani: ciò ci ha concesso di essere rilassati, pur con la concentrazione necessaria alla consapevolezza di realizzare un concerto considerevole. Non è stato complesso suonare con coetanei mai conosciuti prima, erano tutti bravissimi. I maestri sono rimasti sbalorditi dal suono compatto e coeso».
Già avuto esperienze orchestrali?
«Sì, nel 2019 con l'orchestra junior della scuola "Jan Novák", diretta dal maestro Giovanni Costantini, purtroppo il Covid ha interrotto questa avventura. Ho partecipato a varie Masterclass di Costantini. Nel 2024 ho collaborato con l'Orchestradelle Metamorfosi di Riva del Garda e quest'anno, in agosto, sono stata ammessa alla Masterclass dell'International Chamber Orchestra Academy Philippsburg, in Germania, dove ho potuto eseguire la Quinta sinfonia di Čajkovskij e brani di alto repertorio. Amo suonare Cajkovskij, la resa con la versatilità del violoncello è sensazionale: le sue melodie valorizzano e fanno cantare ogni strumento, è stupendo».
Ti esibirai, nei prossimi mesi?
«Forse vi sarà un altro concerto, a gennaio o febbraio, con l'orchestra nazionale degli studenti liceali. Venerdì sera invece ho suonato al Teatro Zandonai di Rovereto in occasione dei 40 anni della scuola "Jan Novák". A dicembre suonerò per il Maffei».
Ti piacerebbe continuare questo cammino?
«Assolutamente! Desidero diventare una violoncellista orchestrale: è il mio mondo e non penso ci sia professione più bella, è arricchente suonare con colleghi con cui condividere passione e obiettivi, ossia creare dal nulla un'atmosfera magica. Inoltre, poter interpretare composizioni scritte secoli fa dimostra che la musica è sempre attuale: va perseguita, anche come hobby. La ritengo una delle arti con cui poter raggiungere la nostra essenza di esseri umani».


