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LEDRO. Dal 20 agosto la stazione di inanellamento e monitoraggio degli uccelli migratori di Bocca di Casèt, nella località ledrense di Tremalzo, è tornata operativa. Lasciatosi alle spalle il conto alla rovescia per l'avvio della stagione migratoria 2025, il team di ricerca del Museo delle scienze di Trento (Ambito di biologia della conservazione) ha allestito l'area. La giornata del 19 agosto infatti è stata interamente dedicata al lavoro.
«Tra i cespugli bassi e la prateria costellata di rocce e fiori - hanno raccontato gli esperti - abbiamo innalzato di nuovo i pali delle reti (utilizzate a scopo scientifico, ndr). In serata, abbiamo percorso con lo sguardo il profilo del valico, controllando che tutto fosse stato montato correttamente. Il pensiero però si è diretto all'amico Alessandro Micheli, che ci ha lasciato lo scorso autunno. Lui, quell'impianto, lo aveva studiato e progettato. Intanto, da Casèt, il tramonto ha illuminato un cielo velato. Le previsioni dei prossimi giorni promettono pioggia: chissà se anche per la migrazione vale il detto "Stazione bagnata, stagione fortunata!"».
Per la stazione di inanellamento degli uccelli migratori di Bocca di Casèt, situata a Tremalzo di Ledro, si è conclusa da poco un'annata record, frutto di un appassionato monitoraggio dei «messaggeri di un mondo senza confini».
Come raccontato da l'Adige, il 2023 è stata un'annata record: ben 15.762 gli uccelli inanellati in quel di Tremalzo, appartenenti a 75 specie diverse. Una cifra mai registrata in oltre trent'anni di attività, capace di rivelare i tragitti e le esperienze dei volatili sulle Alpi, loro primo ostacolo nel ritorno a casa.
Per Paolo Pedrini, coordinatore dell'ambito di ricerca Biologia della Conservazione del Muse, comprenderne le specifiche strategie migratorie costituisce «un tassello fondamentale per garantire la conservazione di quella componente di biodiversità che transita sulle nostre montagne. Sfruttano ambienti diversi dove sostare, rifugiarsi ed alimentarsi, quali le zone umide di fondovalle, mentre leggendo i profili delle montagne individuano i luoghi dove è più facile sorvolare le Alpi, come i valichi e le praterie sommitali».
È presto per fare un bilancio, ma le prime osservazioni hanno già fruttato nuove informazioni e "vecchie" conferme. «Tra uno scroscio di pioggia e l'altro, le reti si sono aperte a singhiozzo in questi primi giorni di stagione - ha aggiunto il team di Casèt - però i migratori trans-sahariani come balie, bigiarelle, luì verdi e grossi, sono già in movimento. I discreti accumuli di grasso osservati ci dicono che con la perturbazione preferiscono spostare nei boschi di fondovalle, dove gli arbusti sono carichi di bacche. Naturalmente non mancano le specie locali come i noti crocieri, le cince more, i fiorrancinie tantissime altre piccole meraviglie naturali che lasciano a bocca aperta noi e i nostri visitatori! Se, come diceva il celebre scrittore de Saint-Exupéry,«anche dagli uccelli abbiamo molto da imparare!».
La Stazione, di pari passo a quella sita al Passo del Brocon, rientra nel "Progetto Alpi": ideato e coordinato dal Muse di Trento, collabora con il Centro Nazionale di Inanellamento dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra). Ricordiamo che l'inanellamento scientifico consente nell'applicazione di un piccolo anello alla zampa per misurare e identificare gli uccelli. Dopo la cattura, mediante reti speciali, i volatili vengono rilasciati. Meteo permettendo, è attiva ogni giorno della settimana per accogliere quanti desiderano visitarla: l'orario consigliato è dalle 9.30 e alle 12. È possibile avere aggiornamenti persino "da lontano", tramite l'apposita pagina Facebook e il sito web del Muse.


