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ARCO. Non si ferma mai Marco Aggravi, atleta di windsurf trentino che da anni ha fatto dell'inclusione attraverso lo sport la sua missione di vita. In mezzo ai numerosi appuntamenti di promozione della pratica sportiva per ragazzi con disabilità, neurodivergenze e fragilità di vario tipo, prende vita un nuovo progetto dedicato a una singola ragazza speciale, a cui Marco si dedicherà per tutto il corso dell'attuale anno scolastico.
Lei è Arianna Carloni, frequenta la prima media dell'istituto paritario Gardascuola, e soffre di una patologia rara per cui ha bisogno di quotidiana assistenza. Aveva conosciuto Marco lo scorso giugno, sempre a scuola, dove l'atleta aveva organizzato una delle sue famose giornate di conoscenza dello sport del windsurf e aveva parlato del suo progetto «Marco Ita 108. Lo sport unisce».
Prima in classe e poi in giardino, all'aria aperta, Aggravi, con il suo consueto entusiasmo, aveva fatto provare a tutti i bambini di quinta elementare di Gardascuola il simulatore di windsurf; Arianna aveva partecipato all'esperienza, naturalmente sempre affiancata da Aggravi stesso e dalle educatrici e insegnanti di sostegno, e ne era rimasta conquistata. Complice anche la visione di foto e filmati in cui la gioia di Arianna risultava evidente, i genitori, d'accordo con le educatrici, hanno chiesto ad Aggravi se ci fosse la possibilità di far proseguire alla ragazza quest'attività.
Detto fatto, con un po' di organizzazione, l'appoggio del dirigente scolastico e il consueto sostegno dell'attrezzatura messa a disposizione da Surf Segnana, con l'inizio del nuovo anno scolastico l'atleta ha cominciato ad incontrare Arianna un paio di ore ogni mese, guidandola nella conoscenza dello sport acquatico e nell'utilizzo del simulatore di windsurf già conosciuto lo scorso anno.
«Per i ragazzi con disabilità è veramente difficile trovare attività ludiche o sportive al di fuori del contesto scolastico, sia per le evidenti difficoltà e la grande attenzione di cui necessitano, sia per i costi spesso difficili da sostenere - racconta la madre di Arianna - quando Marco ha accettato di continuare ad organizzare degli incontri sportivi con mia figlia, e per di più come volontario senza richiedere nulla in cambio, è stata una grande gioia. Finora hanno svolto una sola "lezione" e Arianna continua a pensare alla tavola».
«Sarà per me una nuova sfida, ma ho sempre creduto che lo sport possa fare questo ed altro, e soprattutto che sia di tutti, e che abbattere le barriere che la società mette davanti a chi ha una disabilità sia un dovere», sono le parole di Aggravi.


