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Parco Pavese, verso il referendum

sul progetto del nuovo municipio

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Il professor Ettore Endrizzi, coordinatore della raccolta firme, al Parco Pavese

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Davide Pivetti

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2 minuti 26 secondi

Possibili ritardi nella costruzione del nuovo municipio di Nago-Torbole. La richiesta di referendum depositata dal locale comitato «Piazza Grande» dovrà passare al vaglio dei tre commissari che ne valuteranno la legittimità. La nomina dei tecnici è a carico del consiglio comunale, che si riunirà a breve (data da fissare in consiglio dei capigruppo). Dopo di ché, secondo l’iter procedurale, bisogna attendere 30 giorni per l’esito delle valutazioni.

«Il gruppo di lavoro intanto continua a lavorare sul progetto del nuovo municipio, non si ferma nessuno - assicura il sindaco Gianni Morandi, che finora non è mai intervenuto in merito alla raccolta di firme e al referendum - non voglio esprimermi per non orientare le scelte, vorrei che la cosa restasse fuori dall’ambito politico, perché inizialmente il comitato non lo era, lo è diventato poi».
Al comitato spontaneo infatti si sono aggregate le opposizioni in consiglio comunale. Morandi sottolinea che referendum e municipio nuovo viaggiano su due binari paralleli, destinati forse a non incrociarsi mai.

«I soldi che sono in bilancio per il progetto sono vincolati, non potranno essere dirottati su altro» puntualizza, in risposta alle affermazioni del comitato, che invece sosteneva la possibilità di usare i fondi per scopi diversi.
È passato un mese da quando Matteo Nodari ed Ettore Endrizzi, animatori del comitato, hanno depositato in Comune le firme raccolte per avviare l’iter che porta al referendum. Per andare a votare basta avere le firme del 10% degli aventi diritto, e, dicono dal Comitato, con 216 firme si potrebbe indire una consultazione. Dopo trenta giorni dalla nomina dei tre commissari esperti di norme per stabilire la liceità del testo referendario, dovrebbe arrivare il parere, favorevole o meno, sulla possibilità del referendum. Quindi il Comitato avrà 6 mesi per raccogliere le 216 firme sufficienti per indire la votazione.

«Considerando che ne abbiamo già 266...» dicono i fautori dell’alternativa al municipio, ossia una piazza polifunzionale contornata da verde pubblico.  
Per quei sei mesi però il progetto del municipio andrebbe sospeso: niente appalto, lavori, cantiere. Stop in attesa della consultazione.

Il testo referendario sottoposto all’analisi dei commissari si oppone alla costruzione del nuovo immobile e la risposta prevede un sì o un no: «Volete voi che l’attuale Parco Pavese rimanga libero, verde e pubblico senza nuove costruzioni?». «Riteniamo che il quesito referendario da noi proposto sia estremamente semplice, chiaro e capace di cogliere la reale opinione dei residenti riguardo la destinazione futura del parco Pavese» dicono dal Comitato.
Intanto negli uffici tecnici va avanti la stesura del progetto, che da preliminare dovrebbe presto diventare definitivo e poi esecutivo. Si parlava di un avvio del cantiere all’inizio dell’autunno, ma considerati i tempi burocratici e le gare d’appalto, probabilmente si comincerà a lavorare più tardi. E se i commissari decidessero per la legittimità del quesito referendario, il tutto potrebbe slittare di almeno otto mesi, a patto che vinca il no. In questo caso gli operai potranno iniziare a lavorare a 2017 inoltrato.

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