LAIVES. Tre automobilisti denunciati per guida in stato di ebbrezza, uno dei quali sorpreso al volante con un tasso alcolemico superiore a cinque volte il limite consentito e senza aver mai conseguito la patente. È il bilancio dei controlli effettuati nelle ultime settimane dai carabinieri della Compagnia di Egna lungo le strade della Bassa Atesina, nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto alla guida sotto l’effetto dell’alcol.

Il caso più grave è stato accertato a Laives, in via dei Vigneti, intorno alle 18. I militari hanno fermato un cittadino straniero di 54 anni che si trovava alla guida di un’automobile in evidente stato di ebbrezza. L’alcoltest ha rilevato un valore di 2,64 grammi per litro, pari a 5,28 volte il limite ordinario di 0,5 grammi per litro. Dagli ulteriori accertamenti è emerso che l’uomo non aveva mai conseguito la patente, circostanza per la quale è stata contestata anche una violazione amministrativa.

Sempre a Laives, intorno alle 3 di notte, i carabinieri della Stazione di Ora hanno controllato un automobilista straniero di 30 anni. Sottoposto all’etilometro, ha fatto registrare valori di 1,51 e 1,37 grammi per litro, superiori alla soglia di rilevanza penale.

Il terzo episodio riguarda un italiano di 45 anni, residente a Bressanone, fermato dai militari della Stazione di Laives intorno alle 23.30. In questo caso gli accertamenti hanno evidenziato valori di 0,98 e 1,08 grammi per litro. Tutti e tre i conducenti sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza, ai sensi dell’articolo 186 del Codice della Strada.

Le conseguenze previste dalla normativa possono essere particolarmente pesanti. Per un tasso alcolemico superiore a 0,5 e fino a 0,8 grammi per litro è prevista una sanzione amministrativa e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Superata la soglia di 0,8 grammi per litro, invece, la violazione diventa un reato, con ammende, possibili pene detentive e sospensione della patente.

Nei casi più gravi, quando il tasso supera 1,5 grammi per litro, la legge prevede un’ammenda da 1.500 a 6.000 euro, l’arresto da sei mesi a un anno e la sospensione della patente da uno a due anni. In caso di condanna o patteggiamento può inoltre scattare la confisca del veicolo, salvo che appartenga a una persona estranea al reato.

Alle conseguenze penali possono aggiungersi accertamenti sanitari per verificare il mantenimento dei requisiti psicofisici necessari alla guida. Il percorso può comprendere esami del sangue, visite presso la Commissione medica locale e approfondimenti specialistici. Anche in Alto Adige possono essere previsti colloqui psicologici, valutazioni specifiche e percorsi di sensibilizzazione sui rischi legati all’alcol.

La normativa introdotta nel 2024 ha inoltre previsto ulteriori limitazioni per chi viene condannato per guida con tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro. Tra queste figurano l’obbligo di non assumere alcol prima di mettersi alla guida e, nei casi previsti, l’utilizzo di veicoli dotati di alcolock, il dispositivo che impedisce l’avviamento del motore quando rileva alcol nell’aria espirata.

Una condanna definitiva può inoltre comportare iscrizioni nel casellario giudiziale, con possibili conseguenze in determinati ambiti professionali e amministrativi. Nei casi consentiti dalla legge, e purché non sia stato provocato un incidente, le pene possono essere sostituite con lavori di pubblica utilità. Il completamento positivo del percorso consente al giudice di dichiarare estinto il reato e dimezzare il periodo di sospensione della patente.

Le sanzioni diventano ancora più severe quando il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale. In queste circostanze sono previsti il raddoppio delle sanzioni e il fermo amministrativo del veicolo per 180 giorni, salvo le eccezioni stabilite dalla legge. Se il tasso supera 1,5 grammi per litro, è prevista anche la revoca della patente. In presenza di feriti o vittime possono configurarsi i reati di lesioni personali stradali o omicidio stradale.

Neppure rifiutare l’alcoltest permette di evitare le conseguenze penali. Il rifiuto costituisce infatti un autonomo reato, punito con ammende da 1.500 a 6.000 euro e arresto da sei mesi a un anno, oltre alle ulteriori sanzioni previste dal Codice della Strada.

I controlli condotti dai carabinieri di Egna confermano l’attenzione delle forze dell’ordine verso una condotta che rappresenta un grave rischio per la sicurezza stradale. Per i tre automobilisti denunciati resta ferma la presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.