BOLZANO. Un ritorno carico di ricordi, a 56 anni dalla tragedia che segnò per sempre la sua vita. Nel giorno del suo 82esimo compleanno, Reinhold Messner è tornato in Pakistan, sulla roccia dalla quale lui e il fratello Günther Messnervidero per la prima volta in lontananza il Nanga Parbat. Un luogo apparentemente anonimo, ma diventato per l’alpinista altoatesino uno dei simboli più profondi della sua storia personale.

Messner ha raccontato il momento sui social, pubblicando un video del suo ritorno. Raggiungere quella sporgenza di pietra oggi richiede uno sforzo ben diverso rispetto a quando aveva 25 anni. «Non con l’agilità di un camoscio come un tempo, ma ce l’ho fatta comunque», ha scritto. Proprio lì, nel 1970, i due fratelli erano stati immortalati insieme prima della spedizione al Nanga Parbat che si sarebbe conclusa con la morte di Günther.

«Oggi sono tornato sulla roccia da cui Günther ed io vedemmo per la prima volta il Nanga Parbat in lontananza», ha ricordato Messner. Nelle immagini di allora Reinhold sale sulla roccia, il fratello lo raggiunge e i due si abbracciano. Pochissimo tempo dopo sarebbero partiti per una delle spedizioni più drammatiche della storia dell’alpinismo. Günther perse la vita durante la discesa, travolto da una valanga sul versante Diamir.

Per Reinhold Messner, primo uomo ad aver scalato tutti i quattordici Ottomila, quel massiccio non è mai stato soltanto una montagna. «Ogni volta che passo di qui, devo fermarmi. Qui è iniziato tutto», ha scritto ricordando il fratello. E ancora: «Per me, il Nanga Parbat è diventato molto più di una semplice montagna». A 82 anni Messner ha così scelto di celebrare il compleanno tornando nel luogo dove, più di mezzo secolo fa, cominciò una storia destinata a segnare tutta la sua vita.