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CORVARA. Una richiesta all'apparenza semplice si è trasformata in una vicenda giudiziaria arrivata fino ai più alti livelli della giustizia italiana. Al centro del caso, la possibilità di ottenere acqua del rubinetto durante i pasti in un hotel di lusso dell'Alto Adige.
La protagonista della vicenda, ospite dell'hotel Sassongher di Corvara in Badia durante una vacanza natalizia tra il 2019 e il 2020, aveva chiesto più volte di poter bere acqua proveniente dalla rete idrica. La struttura, invece, aveva scelto di mettere a disposizione soltanto acqua minerale in bottiglia, una decisione che la cliente aveva ritenuto ingiustificata.
Secondo la turista, l'accesso all'acqua potabile avrebbe dovuto essere considerato un servizio basilare, parte integrante dell'esperienza alberghiera acquistata. Da qui la scelta di avviare un'azione legale chiedendo un risarcimento economico per il disagio subito durante il soggiorno.
La Corte di Cassazione, però, ha chiuso definitivamente la questione confermando le decisioni dei giudici dei precedenti gradi di giudizio. Nella sentenza viene evidenziato che non esistono norme che impongano a una struttura ricettiva o a un ristorante di servire acqua del rubinetto ai clienti. In assenza di specifici accordi contrattuali, la decisione resta quindi una facoltà del locale, senza che questo comporti responsabilità o obblighi risarcitori.


