Siglato l’accordo tra azienda di Arco e sindacati. Ventuno i lavoratori coinvolti, con tutele economiche e garanzie sul futuro dello stabilimento, dove continueranno gli investimenti in produzioni ad alto valore aggiunto
L’avviso, apparso in bacheca il primo marzo, è stato tolto dopo il malcontento generato in operai e operaie. Il sindacato Cub: «Un clima esasperante». L’azienda di Arco invece nega: «affisso da qualche buontempone, non da noi»
Alle Cartiere di Riva altri sette giorni di stop per circa 400 dipendenti. Interruzioni a rotazione anche alla Aquafil di Arco e in altre imprese. L'occupazione a rischio, considerando i fornitori, le filiere produttive e i servizi, riguarda tremila addetti
La Uiltec del Trentino contro l’orientamento negativo espresso dai Comuni interessati e a favore del progetto idroelettrico, con impianto e diga sull’Adige, proposto dal gruppo Aquafil, presieduto dal numero uno di Confindustria Trentino Giulio Bonazzi.
In merito ai problemi sorti recentemente per l'Aquafil, che hanno portato alla rinuncia da parte dell'azienda di Arco a un contributo provinciale per attività di ricerca, a causa delle critiche di alcune componenti sindacali, il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro della Provincia, Alessandro Olivi invita tutti a tornare a confrontarsi in maniera trasparente e leale I tuoi commenti
Burli (Cgil): «Comprendiamo lo sconcerto e l'amarezza che oggi hanno portato l'amministratore delegato di Aquafil, Giulio Bonazzi, ad annunciare la volontà di non accettare il finanziamento provinciale per un progetto di razionalizzazione energetica nei processi produttivi dell'azienda di Arco, leader europea nella produzione di filati. Nonostante questo, chiediamo a Bonazzi di ritornare sui propri passi, perché il progetto presentato in Provincia ha tutti i crismi - tecnici e sociali - per ricevere il sostegno provinciale previsto per gli investimenti innovativi»
Aquafil Spa rinuncia ai contributi della Provincia relativi a un importante progetto di ricerca. Andrà avanti da sola. Lo hanno fatto sapere oggi, attraverso un duro comunicato stampa, i responsabili della società. Alla base della clamorosa decisione il comportamento - questo si legge nel documento inviato ai giornali - dei sindacati. E minaccia: «Ci riserviamo di rivedere i nostri piani di investimento in Trentino» I tuoi commenti
Nel capannone da quasi mille metri quadrati distrutto dalle fiamme venerdì scorso al Cretaccio c'erano «sostanze poliammidiche e imballaggi in polietilene, cascame di produzione di nylon e un plastificante liquido». Oltre a carta e cartone come già indicato nei giorni scorsi. «L'effettiva presenza di questi materiali è stata confermata da un successivo sopralluogo». A dirlo, nella nota ufficiale arrivata ieri pomeriggio è una nota congiunta della Protezione civile trentina e dell'Agenzia per l'ambiente