ARCO. È stato firmato questa mattina l’accordo tra sindacati e azienda per la procedura di licenziamento collettivo alla Aquafil. In totale saranno ventuno i lavoratori coinvolti: quattordici prossimi alla pensione, che potranno maturare i requisiti entro due anni, e cinque con profili professionali facilmente ricollocabili sul mercato del lavoro.

“Si tratta per fortuna di figure ad alta specializzazione di cui il mercato del lavoro in Trentino ha bisogno – sottolineano Mario Cerutti e Federica Dalsass della Filctem Cgil, Nicola Brancher e Alessandra Paoli della Femca Cisl, e Alan Tancredi della Uiltec –. Il nostro obiettivo è stato tutelare al meglio questi esuberi, negoziando un indennizzo adeguato che tenesse conto dell’anzianità, della professionalità e dei carichi di lavoro, con particolare attenzione ai profili più difficilmente ricollocabili”.

Le tre sigle hanno inoltre ottenuto che nell’accordo venisse inserito l’impegno dell’azienda a garantire prospettive chiare per il futuro dello stabilimento di Arco, dove oggi lavorano oltre 500 dipendenti. I vertici di Aquafil hanno confermato la volontà di continuare a investire sul sito trentino, puntando su una fibra ad alto valore aggiunto e su sistemi produttivi più innovativi. L’obiettivo, spiegano, è concentrarsi su segmenti di mercato di nicchia, meno esposti alla concorrenza e con maggiori margini di sviluppo.

“La procedura di licenziamento ha inevitabilmente generato preoccupazione tra le lavoratrici e i lavoratori – aggiungono i sindacalisti –. Era per noi essenziale avere rassicurazioni anche per chi resta, considerata la complessità della fase di mercato attuale”. Nel testo dell’intesa è stato previsto anche un monitoraggio periodico del processo di riorganizzazione, che coinvolgerà direttamente la RSU per garantire un flusso costante di informazioni e un confronto continuo sulle eventuali criticità.