TRENTO. «Un altro incontro senza risposte concrete». Francesco Valduga, capogruppo di Campobase e garante delle minoranze in Consiglio provinciale, interviene dopo il confronto del 18 settembre tra il presidente Maurizio Fugatti, l’assessore alla Salute Mario Tonina e i sindacati. Secondo Valduga, il problema non riguarda soltanto i rapporti tra Provincia, Azienda sanitaria e organizzazioni sindacali, ma soprattutto le conseguenze per i cittadini: «Persone che aspettano una visita, hanno bisogno di un servizio o devono capire a chi rivolgersi».

Per Valduga, i problemi informatici rappresentano soltanto una delle criticità. Carenza di personale, tempi d’attesa, organizzazione dei servizi e difficoltà sul territorio, sostiene, finiscono tutti per incidere sulla qualità e sull’accessibilità della sanità. La Provincia, aggiunge, dovrebbe essere capace di «anticipare i problemi, programmare gli interventi e spiegare ai cittadini quale servizio sanitario vuole costruire per i prossimi anni».

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Il capogruppo di Campobase richiama quindi la responsabilità politica della Giunta. Pur sostenendo che capacità e responsabilità dei vertici aziendali debbano essere verificate, osserva che «è la politica che definisce gli indirizzi e nomina i vertici». Da qui la richiesta di affrontare in modo complessivo questioni già note, dall’invecchiamento della popolazione all’aumento delle cronicità, fino alla necessità di rafforzare i servizi territoriali.

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Valduga rilancia infine la proposta degli Stati generali della salute, con istituzioni, professionisti, sindacati e rappresentanti dei cittadini chiamati a confrontarsi sul futuro del sistema. E critica gli interventi concentrati sugli assetti istituzionali, dal ddl Asuit al sociosanitario: «Siamo oltre metà legislatura: la sanità trentina ha bisogno di una programmazione seria e di responsabilità politiche chiare».