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TRENTO. Si ferma tra le polemiche l'esame della riforma dell'integrazione sociosanitaria in Quarta Commissione del Consiglio provinciale. La seduta di mercoledì 28 ottobre si è conclusa anticipatamente dopo che tre consiglieri di minoranza, Paolo Zanella e Francesca Parolari del Partito Democratico e Chiara Maule di Campobase, hanno abbandonato l'aula, facendo venire meno il numero legale. Un episodio che ha provocato un duro confronto politico tra maggioranza e opposizioni sul disegno di legge 92 dell'assessore Mario Tonina.
La decisione è arrivata al termine di un pomeriggio dedicato all'esame degli emendamenti presentati dall'assessore, elaborati anche alla luce delle osservazioni emerse durante le audizioni delle scorse settimane. Al centro del confronto il rapporto tra servizi sociali e sanitari, il ruolo dei Distretti, dei Comuni e delle Comunità di valle, la composizione dei nuovi organismi di coordinamento e la continuità dell'assistenza, anche attraverso il coinvolgimento delle RSA.
La minoranza ha scelto di lasciare i lavori dopo aver constatato l'assenza della consigliera Eleonora Angeli. In aula sono rimasti la presidente Maria Bosin del PATT, Daniele Biada di Fratelli d'Italia, Mariachiara Franzoia del PD e Stefania Segnana della Lega. Dopo una sospensione di dieci minuti, disposta per verificare la possibilità di proseguire, la presidente ha dichiarato chiusa la seduta.
Durissima la presa di posizione dei tre consiglieri di opposizione. «L'integrazione sociosanitaria per noi è una cosa seria, evidentemente per la maggioranza no», dichiarano Maule, Parolari e Zanella, accusando la coalizione di governo di non essere stata in grado di garantire il numero legale su una riforma strategica per il futuro dei servizi alla popolazione.
Secondo i tre esponenti della minoranza, il disegno di legge presenta ancora criticità importanti, già evidenziate dal Consiglio delle autonomie locali, dalla Federazione e dal mondo del Terzo settore. La principale preoccupazione riguarda il rischio di una progressiva sanitarizzazione del sociale, con un possibile squilibrio tra i due ambiti che la riforma dovrebbe invece integrare.
Le modifiche presentate da Tonina, sostengono i consiglieri, affrontano soltanto parzialmente queste questioni. Per questo chiedono tempi più adeguati per approfondire e ripensare complessivamente l'impianto della proposta legislativa, garantendo una reale partecipazione delle istituzioni e dei soggetti coinvolti nell'assistenza.
«La maggioranza non ha saputo nemmeno presidiare il numero legale, compito di cui non deve certo farsi carico la minoranza», affermano Zanella, Parolari e Maule, rivendicando il lavoro di analisi e confronto svolto durante l'iter del provvedimento. L'auspicio è che, prima della prossima convocazione, l'assessore rifletta sulla necessità di concedere maggiore spazio all'elaborazione della riforma.
Di segno opposto la reazione di Stefania Segnana, che ha chiesto di mettere a verbale le proprie osservazioni. La consigliera della Lega ha contestato la scelta di abbandonare la seduta proprio dopo le risposte fornite dall'assessore e la presentazione di emendamenti che recepivano anche indicazioni del Consiglio delle autonomie locali. Secondo Segnana, i rappresentanti dell'opposizione avrebbero potuto astenersi senza impedire la prosecuzione dell'esame.
Critico anche Mario Tonina, che ha giudicato non corretto il comportamento dei consiglieri di minoranza nel confronto istituzionale. L'assessore ha difeso il lavoro svolto sugli emendamenti, sostenendo che rappresentino un passo avanti verso una maggiore collaborazione tra Azienda sanitaria, enti locali e mondo della cooperazione, pur riconoscendo la necessità di un'applicazione graduale e di successive verifiche.
Il voto sul disegno di legge 92 è dunque rinviato alla prossima seduta della Quarta Commissione. Resta aperto il confronto politico su una riforma destinata a incidere sull'organizzazione dei servizi sociosanitari in tutto il Trentino, in un contesto di crescente necessità di coordinamento tra assistenza sanitaria e sostegno sociale.




