TRENTO. Purtroppo, per molti la stagione delle alelrgie è già cominciata, in anticipo come gli ampi scorci di primavera che abbiamo vissuto nel corso di questo mese di febbraio, caratterizzato da un caldo anomalo.

Ora la speranza è che le annunciate piogge e nevicate diano una tregua anche su questo fronte.

A peggiorare la situazione c'è l'inquinamento del'aria causato prevalentemente da motori e attività industriali, anche alcune aree del Trentino stanno vivendo giornate difficili.

Secondo uno studio, anche chi in genere non soffre di allergie in questi giorni potrebbe manifestarne i sintomi tipici, come occhi rossi, starnuti e asma, specie in città. Alcuni inquinanti atmosferici vengono infatti assorbiti dai pollini e poi rilasciati nelle vie aeree, intensificando le manifestazioni allergiche.

Lo evidenzia uno studio coordinato dal Max Planck Institute for Chemistry di Mainz pubblicato sulla rivista Frontiers in Allergy.

Poco fa, il Centro di monitoraggio di San Michele all’Adige ha diffuso il nuovo bollettino, che si riferisce alla quantita di pollini rilevati nella settimana dal 12 al 18 febbraio.

Eccone i dati.

Ontano: concentrazione alta, stazionaria

Nocciolo: concentrazione alta, in calo

Cupressaceae, Taxaceae: concentrazione alta, in aumento (famiglia del cipresso)

Pioppo: concentrazione media, in aumento

Olmo: concentrazione alta, in aumento

Spore di alternaria in concentrazione media, stazionaria

NOTA: si segnala che le Graminaceae (graminacee) sono state rinominate in Poaceae (poacee) dal Codice internazionale di nomenclatura per le alghe, funghi e piante (ICN).