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"Questa volta non ce la farò": la storia sospesa di Sara Pedri - Tutte le puntate

Dal 4 marzo 2021 non si hanno più notizie di Sara Pedri, la giovane ginecologa scomparsa nel nulla in val di Non, dopo una difficile esperienza lavorativa in Trentino. Un caso che ha toccato l’opinione pubblica e messo sotto sopra la sanità trentina. 

EPISODIO 1 Una ragazza scomparsa nel nulla 
EPISODIO 2 Il sogno della dottoressa Sara Pedri 
EPISODIO 3 L'arrivo di Sara Pedri al Santa Chiara 
EPISODIO 4 Sara Pedri non si trova 
EPISODIO 5 La controverità di Tateo 

EPISODIO 6 Bufera sulla sanità trentina 
EPISODIO 7 Tateo sotto accusa

EPISODIO 8 Diritto alla fragilità
EPISODIO 9 Una storia sospesa

TRENTO. Da quel giorno maledetto, da quel giovedì 4 marzo 2021, sono passati due anni. Eppure di Sara Pedri si sono perse le tracce. La sua storia, il dramma che ha coinvolto una famiglia e che ha terremotato un pezzo di sanità trentina, adesso è anche un podcast.

Con “Questa volta non ce la farò: la storia sospesa di Sara Pedri”, l’Adige ricostruisce le tappe della vicenda, raccontando chi era Sara, quali erano i suoi sogni da bambina, sogni che Sara pensava di poter realizzare in pieno in Trentino, quando vinse il concorso per un posto di ginecologa all’ospedale di Cles. Le cose, come sappiamo, sono andate diversamente. Proveremo a raccontare tutto questo, senza pregiudizi e cercando di attenerci ai fatti. Senza cercare a tutti costi un mostro, ma senza fare sconti.

Sentirete molte voci, le voci dei protagonisti di questa triste storia. Sentirete, soprattutto, la voce di Sara. Racconteremo la sua infanzia, i suoi studi, la determinazione con cui ha inseguito il sogno di diventare un medico. E ancora: la specializzazione in Calabria e la scelta di venire in Trentino per far decollare la sua carriera.

Fino ad approdare al reparto di ostetricia e ginecologia del Santa Chiara di Trento, un reparto considerato di eccellenza ma che Sara ha vissuto malissimo. Tanto da farle dire, come recita il titolo del nostro podcast, “questa volta non ce la farò”.

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