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Superstrade: le promesse del governatore Fugatti

Sì alla Valdastico e Valsugana a 4 corsie

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Sbloccati i lavori del consiglio provinciale con l’elezione del presidente, ieri il nuovo governatore leghista Maurizio Fugatti ha potuto tenere - con una settimana di ritardo - il suo primo discorso in aula con la presentazione della giunta e delle linee del programma, in cui ha ricalcato i punti forti della sua campagna elettorale: sicurezza (ha promesso interventi su bus e treni), infrastrutture, natalità, famiglia tradizionale e radici cristiane (ha invitato tutte le scuole a fare il presepe a Natale e ad esporre il crocifisso), attenzione ai territori di montagna, Autonomia e «trentinità».
In premessa Fugatti ha voluto rivolgere un pensiero alle vittime e alle zone colpite dal maltempo, ringraziando ancora una volta la protezione civile, i volontari e tutti coloro che si sono prodigati nei soccorsi. E riguardo alla «sofferenza di bilancio di 300 milioni» per il maltempo ha detto al Consiglio che la giunta sta «valutando varie ipotesi di finanziamento per coprire il danno avuto» aggiungendo per cercare di tranquillizzare soprattutto i Comuni che: «Eventuali stop ad opere pubbliche prima programmate saranno solo temporanei e il più possibile circoscritti».

VALDASTICO E VALSUGANA A 4 CORSIE

Ha ricordato tra «gli impegni principali che ci siamo assunti» la realizzazione della autostrada Valdastico - proprio ieri ha avuto un incontro sul tema con gli amministratori del Veneto - «privilegiando l’uscita a Rovereto sud». E ha citato Bruno Kessler, che in un discorso del ‘71 sosteneva l’importanza dell’opera per sottolineare come si siano persi decenni in quelli che il nuovo governatore definisce «sterili dibattiti». Ma alla realizzazione della Valdastico «arteria fondamentale per il collegamento con il Veneto e per ridurre il traffico e l’inquinamento in Valsugana» Fugatti aggiunge un’altra opera altrettanto controversa, ovvero il completamento delle quattro corsie su tutta la statale 47 della Valsugana. «L’arteria stradale - ha detto in Consiglio - nei tratti rimasti ad una sola corsia per senso di marcia è spesso teatro di incidenti anche mortali e va ampliata a due corsie per senso di marcia per completare la superstrada, consapevoli però che non potrà sostituire una autostrada che colleghi il Trentino con il Veneto».

AFFRANCARSI DAL SUDTIROLO

Nel suo intervento il presidente Fugatti ha insistito molto sull’esigenza di un «rinnovamento dei rapporti» fra il Trentino e l’Alto Adige, citando il caso della decisione del suo predecessore Ugo Rossi di avallare in giunta regionale a pochi giorni dal voto la decisione in giunta regionale di trasferire la sede della nuova società dell’A22 da Trento a Bolzano. «Noi - ha ricordato Fugatti - siamo autonomi fin dal Principato vescovile, quindi prima dell’accordo De Gasperi-Gruber. Nasce oggi l’esigenza di fare crescere la “personalità” del Trentino anche di fronte al Sudtirolo, personalità che è stata messa in secondo piano per tanto tempo a causa delle scelte delle giunte provinciali che si sono succedute negli anni passati. Occorre riaffermare una nostra specifica identità e l’essere autonomi in quanto trentini». Ha citato però poi Luis Durnwalder, ex presidente della Provincia di Bolzano, per il suo stile nel trattare con lo Stato per avere sempre maggiore autonomia. Fugatti si è poi soffermato a lungo sul tema della famiglia e della natalità promettendo l’«abbattimento delle rette dei nidi» (non più dunque nidi gratis), bonus, servizi e voucher alle mamme.

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