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La morte dell'orsa KJ2 nel 2017

Vi al processo a Ugo Rossi

Animalisti al Casteller - VIDEO

Coppola chiede di ispezionare il recinto insieme a un veterinario

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Paol oPEDROTTI @ladige

Tempo di lettura: 
3 minuti 31 secondi

È iniziato con un rinvio oggi in Tribunale a Trento il procedimento penale nei confronti dell’ex presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, per la morte dell’orsa Kj2 avvenuta nell’agosto 2017 durante le operazioni di cattura da parte dei forestali, in esecuzione di un’ordinanza provinciale.

Davanti a palazzo di Giustizia alcuni animalisti hanno inscenato una manifestazione.
Nel procedimento a carico di Rossi si erano costituite parte civile 12 associazioni ambientaliste e animaliste. 

Oltre all’ex presidente Rossi, il procedimento è a carico anche del dirigente del Servizio fauna, Maurizio Zonin.

L’udienza, presieduta dal giudice Marco Tamburrino, e alla quale ha presenziato anche Rossi - assistito dal suo avvocato Nicola Stolfi - è stata subito rinviata: la richiesta di costituzione di parte civile di alcune delle 12 associazioni animaliste e ambientaliste (Lav, Wwf, Lega nazionale difesa del cane, Associazione animalisti italiani, Oipa, Leac, Leal, Legambiente, Gaia, Limav, Salviamo gli orsi della luna, Enpa) è infatti pervenuta alla difesa e al pubblico ministero Marco Gallina solo all’ultimo momento, e dunque si è ritenuto di rinviare la discussione sulla loro ammissione ad una prossima udienza, fissata per il 12 ottobre. A quanto si è appreso, una delle associazioni avrebbe inoltre richiesto il sequestro di documenti sulla vicenda di M49.
«Sono qui tranquillo, con lo spirito di uno che ha fatto il suo dovere e ha agito correttamente», ha affermato l’ex presidente Rossia margine dell’udienza. «La decisione su Kj2, pur presa a malincuore, era all’interno del perimetro del Pacobace. È stato un atto a tutela della specie». Di diverso avviso, ovviamente, gli esponenti delle associazioni animaliste.

«Ci aspettiamo una condanna per i due imputati: uccidendo immotivatamente Kj2 hanno commesso un reato», ha detto Francesco Mongioì della Lac. «Gli orsi non hanno mai attaccato nessuno, qui c’è un problema di gestione. Mancano regolamenti e un’informazione adeguata», ha aggiunto Gian Marco Prampolini della Leac. Natasha Pecorari, di Salviamo gli orsi della Luna, ha avanzato una richiesta: «La gestione degli orsi deve passare allo Stato. Da quando c’è di mezzo la politica provinciale si è assistito ad atti di eliminazione degli orsi». (ANSA).

 

 


Questa mattina, dopo l'avvio del processo, una delegazione animalista si è recata al recintoi faunistico del Casteller dove sono prigionieri tre orsi (M49, l’orsa catturata 12 anni fa e l’orso di Andalo) per protestare contro la «ingiusta detenzione».

 LA PROTESTA AL CASTELLER 

 

La consigliera provinciale Lucia Coppola (Verdi - Futura) ha inviato oggi al Servizio foreste e fauna della Provincia per una richiesta per effettuare una nuova visita al Centro faunistico Casteler.

«il 13 luglio scorso ho fatto domanda al Suo Servizio chiedendo di poter visitare l’area del Centro faunistico Casteler, per verificare le condizioni in cui era rinchiuso l’orso M49, dopo la seconda cattura. Richiesta che mi è stata negata. Successivamente il 14 agosto ho potuto visitare il Casteler con la Terza Commissione permanente del Consiglio provinciale. Purtroppo è risultata evidente l'inadeguatezza della struttura ad ospitare plantigradi, animali selvatici e specie protette. Una zona il cui perimetro si può percorrere con 10 minuti di cammino e che ci ha dato la certezza che un orso non può vivere bene in uno spazio così ridotto, 8000 mq, diviso i due parti. Per non parlare della gabbia con le sbarre possenti dove M49 è rimasto rinchiuso per tre mesi: un percorso di acclimatamento o pre ambientamento che, non si sa bene perché, secondo gli esperti avrebbe dovuto abituarlo gradualmente alla perdita della libertà. Infliggere sofferenza per ammansire. Ora M49 è stato ricatturato e probabilmente dovrà vivere ancora per mesi in quella gabbia. Attualmente al Casteler, oltre a M49 e all'orsa DJ3 che li vive da undici anni, si è aggiunto anche M57, l'orso ritenuto troppo confidente e catturato recentemente a Andalo. Sono a questo punto a chiederLe di poter nuovamente visitare il centro faunistico, accompagnata dal veterinario Lorenzo Vescovi, al fine di verificare le modalità di detenzione e in generale lo stato di benessere dei tre orsi. Sarebbe importante avere l'opportunità, durante il sopralluogo, di incontrare il medico veterinario Roberto Guadagnini che sta seguendo gli orsi. Penso che una risposta positiva a questa mia richiesta sarebbe importante anche per le tante persone che hanno a cuore le condizioni di vita degli orsi trentini catturati. In attesa di un cortese riscontro».

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