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Zappini, revocati i domiciliari

Forse torna in Azienda sanitaria

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Luisa Zappini è libera. Ieri il giudice Claudia Miori ha accolto la richiesta di revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari a carico dell’ex direttrice della Centrale unica dell’emergenza presentata dall’avvocato difensore Nicola Stolfi. Anche il pm Marco Gallina aveva dato parere favorevole alla revoca anche perché le indagini, condotte dalla Squadra mobile di Trento, sono in dirittura d’arrivo. E così, nel primo pomeriggio, Luisa Zappini ha potuto lasciare la sua casa di Trento, dove era “confinata” da un paio di settimane, per raggiungere la famiglia in val di Rabbi e recuperare un po’ di serenità.


Naturalmente il caso giudiziario è ben lungi dall’essere concluso, ma per la difesa il primo obiettivo è stato raggiunto: con l’indagato in libertà è più facile cercare di ribattere alle accuse contestate dalla procura. Accuse che appaiono comunque come una montagna che per la difesa non sarò facile scalare: in totale sono 51 i capi di imputazione contestati per peculato e truffa aggravata.


«Attendiamo il deposito degli atti - spiega l’avvocato Stolfi - a quel punto Luisa Zappini potrà dare le sua versione dei fatti e chiarire la sua posizione». L’indagata sin qui ha respinto le accuse, sostenendo di aver agito senza dolo, vittima di errori e superficialità.


Il guaio per la difesa è che gli episodi contestati sono numerosissimi e circostanziati: 23 casi di (presunto) peculato per l’utilizzo illegale dell’auto di servizio della Cue, una Fiat Bravo, per viaggi privati; e 28 casi di (presunta) truffa per aver utilizzato i permessi previsti dalla legge 104 in parte per andare in ferie (alle Maldive o a New York) o avere dichiarato di essere in servizio o in missione quando sarebbe stata altrove.


Per la difesa ora inizia il compito più difficile: demolire, o anche solo incrinare, l’impianto accusatorio e poi scegliere il percorso processuale. Non sarà una passeggiata: gli inquirenti hanno fatto un lavoro certosino incrociando centinaia di dati tratti da Telepass, celle telefoniche, rifornimento di carburante, email, biglietti aerei, liste passeggeri e carte d’imbarco. L’indagata dovrà replicare punto per punto, cercando di dimostrare la propria buona fede.


Venuta meno la misura cautelare, Luisa Zappini nei prossimi giorni potrebbe tornare al lavoro. Dove? Probabilmente in Azienda sanitaria visto che l’infermiera diventata dirigente ha chiesto di interrompere il comando in Provincia e dunque dovrebbe rientrare presso l’ente di appartenenza.

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