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Impiego in Regione: nuove assunzioni 

Ente pubblico a «trazione femminile»

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Mentre la Provincia di Trento annuncia un’ondata di prepensionamenti del proprio personale, anche con l’intento di immettere forze fresche e svecchiare i dipendenti pubblici, la Regione va in direzione opposta e non solo non incentiverà all’esodo ma vara un programma di assunzioni nel prossimo triennio.

La ragione è semplice ed è legata alla delega attribuita dallo Stato alla Regione delle funzioni riguardanti l’attività l’attività amministrativa e organizzativa degli uffici giudiziari. C’è infatti una carenza di organico da sanare e che una legge regionale del marzo scorso stabilisce di colmare con l’assunzione di personale sia a tempo determinato che indeterminato. Una scelta ribadita e meglio precisata con una delibera del 6 ottobre scorso che dà le prime indicazioni sulla programmazione dei bisogni per il triennio 2017-19.

La fotografia dell’attuale dotazione di personale della Regione è data dalla risposta di Ugo Rossi, in qualità di vice presidente e assessore della giunta regionale, a un’interrogazione del consigliere Claudio Cia, di Agire per il Trentino.

I dati dicono che i lavoratori della Regione sono mediamente più vecchi di quelli della Provincia, con una media di 52,54 anni contro 51. Si tratta di un’istituzione a trazione femminile; al primo ottobre scorso infatti delle 273 unità a tempo indeterminato in servizio ben 186 erano donne e solo 87 gli uomini. Queste cifre non comprendono il personale a tempo determinato e nemmeno i lavoratori degli uffici giudiziari, che entreranno ufficialmente nella pianta organica dal primo gennaio prossimo.

Rispetto a qualche anno fa la Regione ha già effettuato una consistente cura dimagrante che dal 2012 ad oggi ha visto solo 3 nuove assunzioni a fronte di 29 persone in uscita. Questo perché anche qui era in vigore il blocco del turn over con possibilità di spendere ogni anno per nuove assunzioni un massimo del 20% di quanto risparmiato grazie ai pensionamenti o alle uscite.

Questo significa che per quanto riguarda gli uffici centrali potranno essere assunti anche l’anno prossimo dipendenti entro un limite di spesa annuo complessivo di 129.459 euro a cui però si aggiungono altre 25 unità che dall’ufficio centrale si occuperanno della delega sulla giustizia. Per quanto riguarda gli Uffici dei Giudici di Pace si prevedono 7 pensionamenti entro la fine dell’anno e c’è la necessità di procedere a 5 nuove assunzioni, sempre rimanendo nei limiti di spesa previsti.

Per quanto riguarda infine gli uffici giudiziari, prima dell’entrata in vigore della norma di attuazione con il passaggio del personale statale ai ranghi regionali risultano in servizio 390 dipendenti (al 31 dicembre 2016) rispetto a una pianta organica di ben 644 unità, cifre che fanno del Trentino Alto Adige una delle regioni con maggiore carenza.

Sono 30 i lavoratori che hanno scelto di trasferirsi altrove rifiutando il passaggio alla Regione mentre sono 38 quelli che potrebbero andare in pensione entro la fine dell’anno prossimo. La giunta ha previsto di poter assumere l’anno prossimo 50 persone a tempo determinato o in comando in attesa di ridefinire assieme al Ministero di Grazia e Giustizia la pianta organica necessaria.

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