PHOTO
TRENTO. Un fatturato da 180 milioni di euro, in linea con l'anno precedente, e 12,2 milioni di bottiglie vendute nel 2025 (in lieve calo rispetto ai 12,3 milioni del 2024 e agli oltre 13 milioni di cinque anni fa). Sono questi i numeri dell'Osservatorio dell'Istituto Trentodoc, che confermano, nonostante un contesto internazionale complesso, la tenuta del comparto delle bollicine trentine.
I dati, come sottolineato dal presidente Stefano Fambri, riflettono la continuità del percorso di crescita della denominazione e il consolidamento del suo posizionamento nel segmento degli spumanti di qualità. «Il contesto di mercato richiede oggi attenzione e capacità di adattamento – ha spiegato Fambri –. In questo scenario, Trentodocconferma segnali di equilibrio e continuità, sostenuti dal lavoro delle aziende e dalla coerenza del progetto di denominazione».
«I dati dell'Osservatorio – ha aggiunto Stefano Fambri – evidenziano un comparto che, nell'arco di un decennio, ha raddoppiato i propri numeri e continua a esprimere vitalità, come dimostra anche la crescita del numero degli associati, passati da 67 nel 2025 ai 74 di oggi».
Sul fronte commerciale, l'Italia si conferma il principale mercato di riferimento per Trentodoc, con una presenza consolidata soprattutto nel Nord e nel Centro del Paese. L'export resta stabile al 15% delle vendite complessive, con l'Europa che assorbe il 54,19% delle esportazioni, seguita dal Nord America (Stati Uniti, Messico e Canada) e dai mercati di Asia e Oceania.
Tra le tipologie più richieste continuano a distinguersi le Riserve, con almeno 36 mesi di affinamento sui lieviti, e i Millesimati, che prevedono una permanenza minima di 24 mesi sui lieviti.


