TRENTO. Carburanti, prezzi stabili o in lieve calo in Italia, con variazioni contenute entro -0,4 centesimi al litro. Lo rileva l’Unione nazionale consumatori, che fotografa una fase di sostanziale equilibrio dopo i recenti movimenti del petrolio.


Secondo il presidente Massimiliano Dona, non c’è stato il tempo per un adeguamento immediato ai rialzi del greggio: il Wti ha superato i 104 dollari, ma gli effetti si rifletteranno sui distributori solo nei prossimi giorni. Per ora, i listini restano fermi o segnano piccoli ribassi.


Nel dettaglio territoriale, Trento si conferma tra le aree più care. Per il gasolio il prezzo medio è di 2,174 euro al litro, terzo valore più alto dopo Bolzano e la rete autostradale. Una posizione che mantiene il territorio trentino stabilmente ai vertici nazionali.


Anche sulla benzina i valori restano sostenuti: Trento si attesta a 1,788 euro al litro, poco sotto i livelli più elevati registrati ancora una volta a Bolzano e in autostrada. Il quadro resta quindi stabile, ma con il rischio di nuovi aumenti nei prossimi giorni legati all’andamento del petrolio.