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TRENTO - Che bella l'estate: sole, mare e vacanze. Non va proprio così nel settore agricolo con l'inizio della stagione estiva e delle raccolte di frutta e verdura. Il tema ricorrente è la necessità di manodopera e quanto sia sempre più difficile reperire lavoratori stagionali. Tra maggio e luglio, secondo dati del report Excelsior di Unioncamere, in Provincia entreranno 32.640 lavoratori. Di questi però il 74% è destinato al settore dei servizi, turismo in primis. Nonostante ad aprile il Governo abbia stanziato una quota di 977 persone in più al Trentino per il lavoro stagionale agricolo, le difficoltà per il settore sono moltissime.
«Come ogni anno, il nostro comparto esprime un fabbisogno cruciale di manodopera, stimato tra le 22.000 e le 25.000 persone - afferma il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi -. La stagione della raccolta in Trentino è ufficialmente entrata nel vivo: siamo partiti con fragole e piccoli frutti, e ci stiamo avvicinando a grandi passi alla raccolta delle ciliegie, per poi proseguire con tutte le altre lavorazioni estive. Tuttavia, ci troviamo a fare i conti con le croniche difficoltà di reperimento del personale e con una marcata mancanza di continuità nei rapporti lavorativi, dato che spesso la forza lavoro cambia di anno in anno». Qualche migliaio di addetti è già sul territorio per la raccolta dei piccoli frutti, ma il picco di afflusso avverrà nella fase di raccolta di mele e uva.
Per rispondere alla carenza di personale Barbacovi ha le idee chiare: «È imprescindibile uno snellimento burocratico delle procedure del Decreto Flussi. Necessario aprire canali di reclutamento diversi, agili e mirati, capaci di far entrare i lavoratori. La gestione della manodopera non è l'unica sfida, c'è anche il cambiamento climatico. Continuiamo a investire con determinazione nella gestione del rischio e in strumenti di difesa attiva, fondamentali per tutelare il reddito degli agricoltori e salvaguardare la produttività del territorio. In questo scenario, la sinergia con il mondo della ricerca diventa strategica. Qui abbiamo la fortuna di poter contare su un'istituzione d'eccellenza come la Fondazione Edmund Mach. È solo camminando a braccetto con la scienza che potremo continuare a spingere verso un'agricoltura sempre più sostenibile».Il presidente di Confagricoltura Trentino Diego Coller ha aggiunto: «Aver sdoganato lo scambio di manodopera tra le società è stato un passo fondamentale. Serve trovare lavoratori locali, qualche risultato con gli universitari lo scorso anno c'è stato, ma dobbiamo insistere. Con il sistema attuale diventa complicato attuare le regalie che sarebbero utili soprattutto nei weekend per accelerare la raccolta con l'aiuto di qualche parente. Speriamo in bene, perché siamo sempre noi le vittime - tra le guerre e la crescita del gasolio -, ma la raccolta dovrebbe essere buona, per adesso prodotto ce n'è».
Su questo maggio atipico commenta: «Gli sbalzi di temperature non aiutano nella programmazione, però ormai siamo abituati. Il maltempo ci costringe a fermarci, ma in questo periodo siccitoso un po' di pioggia non sarebbe male». Sarà la prima estate alla guida di Cia agricoltori del Trentino per Mara Baldo che conclude: «La stagione è un po' più avanti rispetto agli altri anni, la quantità di frutta è buona. Se penso alle mie colture, le ciliege sono in anticipo e anche l'uva ha fiorito una settimana prima, alle mele invece servirebbe un clima più fresco. Questa situazione climatica lascia tanta incertezza». Complicato reperire personale anche per Baldo: «Si è sempre alla ricerca. La manodopera è quasi esclusivamente da fuori, tuttavia ultimamente stanno tornando gli studenti». Le.Mi.


